La primavera è considerata la “stagione delle allergie” perché la vita all’aperto può portare maggiormente a contatto con i pollini che le piante rilasciano nell’aria in questa stagione. Ma anche in tempi di #iorestoacasa, il problema dei fattori allergici deve essere tenuto presente.

Chiariamo subito che le allergie possono essere dovute a molte sostanze diverse, che chiamiamo allergeni; possono derivare dagli animali domestici, da sostanze vegetali come il lattice, da microscopici aracnidi come gli acari della polvere e dai pollini delle piante e dalle muffe, responsabili di allergie respiratorie; da punture di insetti come api vespe e calabroni; dall’assunzione di medicinali e infine dalla ingestione di alcuni prodotti alimentari (noci, nocciole, latte, uovo pesce). Le reazioni possono essere varie: rinite, congiuntivite, asma bronchiale, manifestazioni gastroenteriche o orticaria, fino all’anafilassi sistemica, una grave reazione potenzialmente letale.

Di allergie, ma anche di intolleranze, parliamo con la dottoressa Paola Minale (nella foto) già direttore dell’Unità di Allergologia del Policlinco San Martino di Genova, libera professionista specializzata in Allergologia e immunologia clinica ed esperta in Allergia alimentare con studio in Montallegro. E il primo tema riguarda le allergie e il coronavirus.

Le allergie ai tempi del Covid 19

– Dottoressa, chi è allergico è maggiormente esposto al contagio?

«Le statistiche attuali mostrano che i soggetti allergici non sono a rischio di infezione o di gravità delle manifestazioni della infezione virale in misura maggiore rispetto agli altri soggetti. Mostrano anche che l’utilizzo delle terapie antistaminica, cortisonica spray nasale o bronchiale e con broncodilatatori, cioè tutti i farmaci utilizzati dai soggetti allergici, non è controindicata nella attuale situazione, e anzi, è molto importante tenere sotto controllo asma e rinite a fini preventivi».

– Qualche suggerimento per chi, soprattutto se allergico, deve stare in casa per rispettare le norme contro la diffusione del Covid 19?

«Il consiglio è di assumere le terapie a dosi piene perché, per chi è allergico agli acari, la permanenza in casa determina una maggiore esposizione, e per chi è allergico ai pollini questo è un momento di forte presenza pollinica nell’aria, e il clima caldo, asciutto e ventoso accresce la presenza di particelle allergeniche nell’aria. In generale suggerisco semplici norme precauzionali: finestre aperte e biancheria del letto al sole per gli allergici agli acari; finestre aperte dalla parte meno esposta al verde e nelle ore del primo mattino e utilizzo di mascherine per gli allergici al polline».

Allergie e intolleranze

– Quale differenza c’è tra allergia e intolleranza?

«Allergia e intolleranza alimentare sono due meccanismi diversi tra loro, che possono però essere contemporaneamente presenti in un soggetto. La reazione allergica è una reazione del nostro sistema di difesa, il sistema immunitario, che normalmente ci difende dalle infezioni. Nel soggetto allergico si verifica un errore di riconoscimento, e per questo avvengono reazioni verso sostanze del tutto innocue. La sensibilizzazione agli allergeni – così vengono chiamate le sostanze che danno allergia – è molto precisa e rivolta a poche proteine ben note. Dal riconoscimento dell’allergene alla malattia allergica si attivano vari meccanismi anche infiammatori, che portano poi ai sintomi delle allergie stesse».

– E nell’intolleranza alimentare?

«Nell’intolleranza alimentare invece il campo è molto più ampio e va indagato caso per caso: esistono intolleranze da deficit enzimatici, come la intolleranza al lattosio, intolleranze legate alla presenza di sostanze ad azione farmacologica, come l’istamina e altre dovute a un’alterazione del microbiota (cioè la flora batterica intestinale). Per questo sono necessari test mirati nelle diverse situazioni. Ancora diversa la situazione nella celiachia, la cosiddetta intolleranza al glutine, che è una malattia autoimmunitaria scatenata dall’ingestione di cereali».

Un quarto della popolazione è allergico

– Si nasce o si diventa allergici?

«Le allergie hanno una forte componente genetica; non si eredita la stessa allergia, ma la predisposizione a diventare allergici, Se entrambi i genitori sono allergici, la probabilità di diventarlo è superiore al 70%».

– Quali percentuali si calcolano nella popolazione di allergici e di intolleranti?

«La percentuale di soggetti con una qualsiasi forma di allergia supera il 25% della popolazione; gli allergici alimentari sono 6-8% nella popolazione infantile, 2-4% nella popolazione adulta. L’intolleranza al lattosio interessa circa la metà della popolazione, la celiachia un soggetto su 100».

– A che cosa si è allergici soprattutto: fattori esterni (pollini) o alimenti?

«Le allergie respiratorie interessano, con la congiuntivite, rinite e asma bronchiale moltissime persone, in Europa un bambino su quattro ne soffre. L’allergia alimentare è più rara, e nel bambino può guarire, specie nei casi di allergia a latte e uovo. Però le reazioni gravi per allergie alimentari sono più frequenti, e rappresentano un motivo frequente di anafilassi, una gravissima reazione allergica».

Allergie: sintoni e cure

– Quali sono i principali sintomi delle allergie?

«Dal punto di vista respiratorio, congiuntivite (occhi che prudono e lacrimano), rinite (naso che prude, cola o è chiuso) e asma (tosse stizzosa e persistente, difficoltà a respirare, particolarmente se esposti agli allergeni o sotto sforzo). Nelle allergie alimentari, orticaria generalizzata, prurito a labbra e palato, dolori allo stomaco o all’addome, diarrea, vomito».

– Come si curano le allergie e le intolleranze alimentari?

«Spesso nell’allergia alimentare l’unica cura è evitare l’alimento allergenico; attualmente esistono però per casi particolari protocolli terapeutici mirati. Per le intolleranze, invece, scoprire qual è il meccanismo di base, spesso porta al miglioramento della situazione clinica o alla risoluzione.

La visita e i consigli

– Quali sono i procedimenti per scoprire le allergie in una persona?

«La diagnosi di allergia oggi è molto precisa: parte da una raccolta della storia personale, dei sintomi, e procede con test cutanei (prick test) che danno una risposta immediata; nei casi dubbi o per approfondire si utilizzano sofisticati test su siero (Isac, Immunocap). La diagnosi va poi completata caso per caso con spirometria, visita otorinolaringoiatrica o altri accertamenti mirati. Nell’intolleranza alimentare si effettuano breath test lattosio e glucosio, oltre agli accertamenti sierologici per escludere la celiachia e altre indagini mirate caso per caso.Nel caso di dermatiti allergiche da contatto con sostanze come nichel, profumi, conservanti si effettua il patch test con cerotti che contengono le singole sostanze».

– Come deve comportarsi una persona allergica?

«I due punti fondamentali per affrontare con successo le allergie sono: essere ben consapevoli di quali sono gli allergeni responsabili delle allergie, per attuare tutte le misure precauzionali possibili (tra cui molto importante è un sano stile di vita!); avere un ruolo attivo nel seguire la terapia, per creare con il medico curante un’alleanza che porta ai migliori risultati».

La foto di apertura è di Cenczi da Pixabay.

Scritto da:

Mario Bottaro

Giornalista, è consulente per la comunicazione di Villa Montallegro