Proseguono i test nell’ambito dell’innovativo studio clinico dedicato alla biomeccanica della spalla nei pallanuotisti. Dopo le prime valutazioni svolte nel mese di giugno – che hanno coinvolto la rosa dell’Iren Quinto e cinque leggende della pallanuoto italiana fra cui Eraldo Pizzo, Massimiliano Ferretti, Alberto Angelini, Federico Piccardo e Carlo Tenderini – giovedì 3 settembre le formazioni della Rari Nantes Savona e dell’Iren Quinto sono state sottoposte alle misurazioni utilizzando il metodo Neuralign, impiegato nella sua doppia funzione di valutazione con sensori cinematici (Showmotion) e di trattamento (Shoulder Pacemaker).
Le sessioni si sono svolte alla presenza di Matteo Mantovani – ingegnere e ricercatore con oltre 25 anni di esperienza nella biomeccanica e “padre” del sistema Neuralign – con il dottor Simone Ranfagni, fisioterapista specializzato nel trattamento di atleti di élite e l’équipe di fisioterapisti della struttura, coordinata da Diletta Pitto.

Lo studio: biomeccanica e prevenzione del rischio

Il programma di ricerca ha una durata biennale e coinvolge eccellenze pallanuotistiche liguri:  Rari Nantes Savona e Iren Quinto, di cui è già stato avviato lo studio; ProRecco in via di coinvolgimento.
L’obiettivo primario è analizzare la biomeccanica della spalla, per individuare eventuali difetti di movimento e definire le relative strategie correttive. Gli atleti sono  sottoposti a un percorso multidisciplinare che unisce analisi tridimensionale del movimento, valutazione funzionale, inquadramento nutrizionale e indagine diagnostica.

I primi risultati del lavoro serviranno a stabilire i valori di riferimento per la cinematica articolare dei pallanuotisti. Seguirà una seconda fase, in programma per il 2027, che vedrà un allargamento del campione clinico per consolidare la base di dati su cui effettuare le validazioni scientifiche.

Le evidenze raccolte permetteranno di isolare i marcatori precoci di rischio, creando un modello clinico replicabile. I benefici di questa indagine non si limiteranno ai professionisti della pallanuoto, ma avranno ricadute dirette su chi pratica sport come tennis e pallavolo, garantendo protocolli inediti di cura e prevenzione a tutela della salute di tutti gli sportivi, a partire dalle categorie amatoriali.