Oltre a interessare la pelle, le infezioni fungine possono attaccare in modo aggressivo anche gli annessi cutanei, in particolare i peli, i capelli e le unghie, imponendo terapie mirate. Per approfondire l’argomento, proseguiamo l’analisi con il professor Francesco Drago, dermatologo e già Direttore del Centro malattie a trasmissione sessuale e infezioni cutanee della Clinica dermatologica dell’IRCCS Policlinico San Martino di Genova. Lo abbiamo incontrato in Montallegro, struttura che ha scelto per la sua attività in libera professione.

Quando le micosi colpiscono il cuoio capelluto si parla di tigna, patologia diffusa in larga parte tra i bambini in età prepuberale.
«La tigna microsporica, la più comune in Italia, causa una chiazza estesa, poco infiammata e desquamante, con i capelli che si spezzano a pochi millimetri dalla base assumendo un aspetto polveroso. Si tratta con farmaci antimicotici, ma tende a guarire in modo spontaneo con lo sviluppo puberale. Esiste poi la tigna tricofitica, con caratteristiche più infiammatorie, in cui i peli cadono alla radice lasciando visibili dei puntini neri. Infine vi è la tigna favosa, una forma severa che per fortuna nel nostro Paese si osserva di rado».

Un altro bersaglio frequente dei funghi sono le unghie: l’infezione può aggredire la parte distale, la base oppure entrambe.
«Le unghie colpite mostrano una vasta gamma di alterazioni cromatiche. Possono apparire giallastre con strie bianche, oppure del tutto biancastre e desquamanti. L’unghia può anche disgregarsi e staccarsi dal letto ungueale. Non tutte le anomalie dipendono dai funghi: patologie come la psoriasi o semplici traumi, dovuti allo sport o a calzature strette, causano sintomi assai simili. Anche in questo scenario, l’esame microscopico resta l’unico strumento per confermare la presenza del microrganismo».

Il capitolo delle cure impone grande attenzione e un rigoroso controllo medico.
«La terapia si avvale di creme locali e di antimicotici per via orale. I farmaci sistemici richiedono un’anamnesi precisa, poiché possono causare alterazioni a carico di fegato o reni. Le creme, se usate senza una reale micosi di fondo, rischiano di aumentare l’infiammazione. Bisogna poi prestare massima attenzione all’uso indiscriminato dei cortisonici: in caso di micosi, il cortisone maschera l’infezione fungina e perpetua un danno che può trascinarsi per mesi. L’unica strada sicura è rivolgersi al dermatologo per ottenere una diagnosi certa tramite esami strumentali o tamponi» conclude lo specialista.