Neoformazioni cutanee pigmentate: come riconoscerle
Il ruolo chiave della dermatoscopia per escludere la presenza di neoplasie
Mi dica, dottore
La comparsa di una macchia scura sulla pelle può generare timori nei pazienti che tendono ad associarla a patologie severe. Per comprendere la reale natura delle neoformazioni cutanee pigmentate, interviene Giorgio Maietta Farnese, dermatologo e vice direttore sanitario di Montallegro.
«Le neoformazioni cutanee pigmentate sono lesioni della pelle caratterizzate da un accumulo visibile di pigmento. Nella maggior parte dei casi si tratta di melanina, ma il colore può essere dato anche da emosiderina, lipofuscina o da agenti esogeni, come i metalli o gli inchiostri dei tatuaggi».
La prima grande distinzione riguarda la natura della lesione.
«Possono essere benigne o maligne. Nella grande maggioranza dei casi ci troviamo di fronte a forme benigne: dal banale neo all’angioma, passando per le efelidi e le lentigo solari. Tra quelle maligne, le più pericolose sono il melanoma e il carcinoma di Merkel, sebbene risultino molto più diffuse le cheratosi attiniche pigmentate e il carcinoma basocellulare pigmentato».
Un equivoco diffuso tra i pazienti riguarda la tonalità della macchia.
«La presenza di un pigmento, pur se molto intenso e scuro, non ci deve preoccupare di per sé. Spesso le persone si spaventano di fronte a una neoformazione quasi nera o rosso acceso. In realtà, il colore scuro non è un criterio rilevante per definire la malignità di una lesione. Quello che conta davvero è come il pigmento risulta distribuito al suo interno».
L’osservazione clinica si concentra dunque sulle irregolarità visive.
«Se la distribuzione è uniforme, non ci sono motivi di allarme. Quando invece il neo presenta diverse sfumature, oppure una colorazione irregolare e asimmetrica, dobbiamo iniziare a sospettare una forma maligna. In linea di massima, se la lesione mostra più di due colori, risulta opportuno sottoporsi in tempi brevi a una visita dermatologica e a una dermatoscopia, per escludere la presenza di una neoplasia cutanea» conclude lo specialista.