L’acne è un disturbo tipico dell’età giovanile che, se trascurato, rischia di lasciare segni permanenti non solo sulla pelle, ma anche a livello psicologico. Ne parliamo con il professore Corrado Occella, già Direttore dell’UOC di Dermatologia presso l’IRCCS Gaslini di Genova, che ha scelto Montallegro per la sua attività in libera professione.

«L’acne è una malattia costituzionale assai diffusa, che insorge di norma tra i 9 e i 12 anni di età e può perdurare fino ai 25 o 30 anni. Si tratta di una patologia a carico della ghiandola sebacea. Da qui partono le lesioni tipiche dell’acne, ossia i punti neri e i comedoni chiusi o aperti, molto frequenti negli adolescenti».

Il quadro si complica quando subentrano le infezioni.
«Se l’acne peggiora, si possono sovrapporre infezioni batteriche: i comedoni si trasformano in pustole, ossia quelle lesioni che a volte deturpano il viso e spingono i ragazzi a schiacciarsele. Quando queste pustole diventano assai voluminose, si formano dei noduli o delle cisti. Queste ultime sono pericolose perché, se si rompono, possono lasciare cicatrici visibili, simili a quelle della varicella».

Per contrastare la patologia, la dermatologia interviene su tre fronti terapeutici distinti, scelti in base alla gravità del caso.
«La priorità iniziale è l’apertura dei pori per permettere al sebo di uscire: a questo scopo si impiegano farmaci con azione “peeling”, come il benzoil perossido o i retinoidi, che vanno usati con attenzione per evitare irritazioni cutanee. Quando subentra l’infezione batterica, alle terapie precedenti si associano farmaci antibiotici, da usare a livello locale o per via sistemica per un breve periodo. Infine, nelle forme più gravi si ricorre ai retinoidi sistemici, derivati della vitamina A per via orale, capaci di diminuire le dimensioni della ghiandola sebacea».

A questi percorsi si aggiunge un’opzione dedicata al sesso femminile.
«Se sono presenti patologie associate, come l’ovaio policistico o una tendenza al sovrappeso, si possono prescrivere terapie estroprogestiniche, come la pillola, in accordo con il ginecologo» conclude lo specialista.