Epiteliomi: cosa sono e come si interviene
Dalle forme basocellulari a quelle spinocellulari: le differenze cliniche e l'intervento del chirurgo plastico
Mi dica, dottore
Gli epiteliomi sono i tumori cutanei più frequenti. La loro insorgenza è maggiore dopo i quarant’anni e interessa soprattutto le persone che hanno trascorso molto tempo al sole. Ne parliamo con Francesco Filippi, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Lo abbiamo incontrato in Montallegro, struttura che ha scelto per la sua attività di consulenza e chirurgia in libera professione.
Dal punto di vista clinico, queste patologie si dividono in due grandi famiglie: gli epiteliomi basocellulari (o basaliomi) e quelli spinocellulari (o squamocellulari). I primi sono originati dalle cellule basali profonde, i secondi derivano dallo strato spinoso.
«I basocellulari rappresentano il 70-75% di tutti gli epiteliomi e mostrano una malignità locale. Questo significa che hanno un carattere evolutivo ed espansivo limitato alla zona colpita, senza dare alcun tipo di metastasi. Gli spinocellulari costituiscono circa il 20% dei casi: hanno un’aggressività maggiore e – nel 2-3% dei casi – possono dare metastasi linfonodali».
Per affrontare la malattia in modo risolutivo, il ruolo della chirurgia risulta decisivo, in specie quando il tumore colpisce zone delicate del volto.
«L’approccio chirurgico varia a seconda del quadro. Le lesioni precancerose, come le cheratosi attiniche, si possono trattare con il laser; per le lesioni di piccole dimensioni si procede con un’asportazione diretta. In alcuni casi però – per il tipo di localizzazione o per la grandezza della lesione – è necessario il chirurgo plastico per ripristinare l’aspetto funzionale ed estetico. Un epitelioma sulla punta del naso, sulla palpebra o sul padiglione auricolare non può essere asportato in via diretta senza un intervento ricostruttivo, eseguito utilizzando lembi o innesti».