Un complesso intervento di chirurgia aortica ha varcato i confini della sala ibrida dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino per essere trasmesso in diretta internazionale. A eseguire la procedura è stata l’équipe guidata dal professor Giovanni Pratesi, Direttore della U.O. Clinica Chirurgia vascolare ed endovascolare della struttura genovese, specialista che opera in libera professione anche presso Montallegro per attività di consulenza, visita e chirurgia.

L’équipe ha trattato un aneurisma aortico complesso impiegando, per la prima volta in live surgery, un’endoprotesi di nuova generazione. L’approccio mininvasivo ha permesso di escludere l’aneurisma dalla circolazione sanguigna, preservando intatto il flusso verso organi vitali come fegato, milza, intestino e reni. L’operazione si è conclusa con successo in meno di due ore, con il paziente risvegliato già in sala operatoria.

A seguire la procedura vi erano i maggiori esperti mondiali di patologie aortiche, riuniti a Londra per il congresso “Aortic Live” presso il Royal College of Surgeons, insieme ad altri venti centri internazionali collegati. Un successo del lavoro di squadra che ha coinvolto chirurghi, cardioanestesisti, infermieri e tecnici di radiologia.

– Prof. Pratesi, quali sono i vantaggi di questa nuova endoprotesi?
«Il principale è la possibilità di trattare una patologia aortica molto estesa con un approccio mininvasivo, senza ricorrere a incisioni chirurgiche. Rispetto alle protesi già in commercio, questa rappresenta un’evoluzione, poiché offre una maggiore conformabilità del materiale. In termini pratici, significa poterla applicare a un numero più ampio di pazienti».

– Come si è svolta la diretta?
«La trasmissione dal vivo porta sempre con sé una certa emozione. L’intervento ha seguito un decorso lineare, senza interruzioni o rallentamenti. L’esito è stato positivo e il paziente è già tornato a casa da alcuni giorni».

– Per il chirurgo, quanto è complesso mantenere la concentrazione e raccontare l’operazione in diretta?
«A mio parere, è l’espressione massima del nostro lavoro. Richiede grande attenzione, ma poter spiegare la procedura passo dopo passo dona un forte senso di appagamento, perché permette di aprirsi a un network globale. Condividere le proprie tecniche, rispondendo alle domande in tempo reale, rappresenta un momento formativo di altissimo livello».

© foto: IRCCS Ospedale Policlinico San Martino