Idrocolonterapia, dal congresso di Roma la spinta verso il riconoscimento scientifico
Medici e operatori a confronto per validare percorsi terapeutici integrati. Nominato il nuovo presidente dell'associazione, mentre a Genova si consolida l'esperienza di Montallegro
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La ricerca di percorsi terapeutici meno invasivi e rispettosi dell’equilibrio del paziente è una priorità della medicina moderna. Il tema è stato al centro del recente congresso nazionale della Società italiana di idrocolonterapia (SIICT) svoltosi a Roma. L’associazione riunisce i professionisti del settore per favorire una cultura sanitaria consapevole sul ruolo dell’intestino, promuovendo la corretta esecuzione dell’idrocolonterapia e la condivisione di rigorosi criteri clinici. Durante l’evento – che ha coinvolto oltre 140 operatori sanitari – è stato nominato il nuovo presidente, il dottore Federico Villani, esperto di malattie funzionali del colon e microbiota.
L’appuntamento ha segnato un passaggio cruciale per l’associazione, nata nel 1999 e oggi in attesa del riconoscimento formale come società scientifica da parte del ministero della Salute. L’obiettivo è affermarsi come punto di riferimento autorevole per istituzioni e professionisti, garantendo una pratica basata su competenza, aggiornamento e attenzione al paziente. Le ricadute cliniche sono già evidenti in diversi ambiti: dall’inserimento della metodica in preparazione alla colonscopia, alla gestione della stipsi nei pazienti mielolesi, fino ai percorsi di benessere.
Per approfondire le novità emerse, abbiamo intervistato Gianluigi Pesce, specialista in chirurgia generale e gastroenterologia, referente per la Liguria della SIICT e operatore specializzato con studio in Montallegro.
– Quali sono i messaggi principali del congresso?
«A Roma abbiamo impresso un cambio generazionale e organizzativo, coinvolgendo molti colleghi giovani e preparati. Sotto la guida del nuovo presidente, puntiamo a raccogliere informazioni attraverso la nostra rete nazionale, attiva in 13 regioni, per ottenere dati con valenza statistica. L’intento è convalidare l’idrocolonterapia come cura integrata, associata a dieta e probiotici, per le malattie funzionali del colon. A novembre abbiamo completato le procedure per diventare società scientifica, i controlli sono stati superati e attendiamo a breve il riconoscimento ufficiale».
– Al congresso ha avuto ampio spazio la colon wash, ambito in cui Montallegro è all’avanguardia.
«La metodica è stata al centro di due incontri che ho avuto il piacere di moderare. Nel primo abbiamo mostrato la registrazione di una seduta eseguita a più mani da un gastroenterologo, un proctologo e un infermiere, a dimostrazione dell’importanza dell’approccio multidisciplinare. Nel secondo intervento ha preso la parola il professore Cosentino, ideatore della colon wash dieci anni fa. Ha illustrato un percorso clinico che oggi vanta una casistica nazionale di oltre 3mila esecuzioni».
– Qual è il ruolo di Montallegro in questa rete di eccellenza?
«A Genova, Montallegro è l’unico centro a eseguire la colon wash, una valida alternativa alla preparazione tradizionale per la colonscopia. Le recenti migliorie la rendono indicata soprattutto per i pazienti intolleranti ai classici purganti. Il vantaggio pratico è evidente: permette alla persona di lavorare fino al giorno stesso dell’esame, evitando l’assunzione di sgradevoli soluzioni il giorno precedente».