Montallegro sostiene il progetto di due giovani ricercatori dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, nell’ambito dell’iniziativa “I progetti di ricerca: la ricerca che cura”

I disturbi cerebrali e i loro effetti debilitanti sui pazienti sono una delle sfide più significative per la salute, acuita dall’invecchiamento progressivo della popolazione. La comunità scientifica e medica è impegnata nella ricerca di soluzioni innovative per potenziare le terapie, ridurre i costi e migliorare la qualità della vita di chi ne soffre.

La ricerca su modelli animali è stata fondamentale per comprendere i meccanismi alla base delle malattie neurologiche. Tuttavia, questi modelli non riescono a replicare fedelmente alcune caratteristiche umane cruciali. Inoltre, le preoccupazioni etiche e i costi elevati degli studi su animali hanno rallentato la traslazione dei risultati in pratica clinica.

Per superare queste limitazioni, un gruppo di ricerca dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino propone una soluzione all’avanguardia: lo sviluppo di un “gemello biologico“, ovvero un modello umano avanzato in grado di mimare in vitro le principali caratteristiche del tessuto cerebrale.

A finanziare la ricerca, che rientra nell’iniziativa “I progetti di ricerca: la ricerca che cura”, volta a finanziare progetti di ricerca e borse di studio per il rientro in Italia dei migliori ricercatori, è Montallegro. Il team di ricerca, guidato dal direttore scientifico prof. Antonio Uccelli, è composto dal dott. Fabio Falleroni e la dott.ssa Marta Carè, ricercatori sanitari presso l’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, con importanti esperienze pregresse nel campo. Fabio Falleroni, neuroscienziato con laurea magistrale e dottorato internazionale in Neurobiologia, conseguiti presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) a Trieste, è responsabile in struttura dei progetti in vitro referenti al LisTechLab. Durante il periodo post-laurea presso l’istituto Mario Negri di Milano ha contribuito alla progettazione e alla sperimentazione preclinica di un peptide permeabile alle cellule con funzione neuro-protettiva in modelli di ictus ischemici. Tale ricerca ha dimostrato l’effettiva riduzione della morte neuronale e delle dimensioni della zona infartuata post-ischemica. Dopo il dottorato si è trasferito in Germania per un post-dottorato della durata di 3 anni presso l’Università Tecnica di Monaco (TUM).

Marta Carè, laureata in Bioingegneria (summa cum laude) nel 2017, ha ottenuto un dottorato in Bioingegneria e Robotica in collaborazione tra l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e l’Università di Genova nel 2023, sotto la supervisione della Prof.ssa M. Chiappalone. Nel corso del dottorato, nel 2019 e 2022, ha trascorso un periodo come visiting scholar presso la KUMED (USA), sotto la supervisione del Prof R. J. Nudo e Dr. D.J. Guggenmos. Alla KUMED ha avuto l’opportunità di lavorare con uno dei più importanti esperti di post-ictus plasticità e di apprendere nuove tecniche di neurostimolazione per promuovere la neuroplasticità in modelli animali di ictus.

I fondi all’iniziativa messi a disposizione di Montallegro saranno utilizzati per finanziare il progetto che riguarderà, nella prima fase, gli studi per la creazione del gemello biologico e, nello step successivo, i test e l’analisi dei risultati, per approfondire come trattare in maniera innovativa l’ictus.

«Montallegro sostiene con orgoglio questa ricerca, che riafferma il legame con il Policlinico San Martino, a coronamento dell’anno che ha visto la principale istituzione ospedaliera cittadina celebrare il suo centenario – spiega Francesco Berti Riboli, ad di Montallegro -. La scelta di sostenere questo progetto è ricca di significato per l’azienda. È un modo per onorare la memoria di Gianfranco Mazzarello – che è stato una colonna del servizio di anestesiologia e rianimazione della casa di cura – e Mario Bottaro che, nella sua lunga attività di giornalista, è stato per anni anche la “penna critica” di Montallegro. Due grandi uomini, eccellenti professionisti, amici di cui sentiamo fortemente la mancanza, scomparsi lo scorso anno a poche settimane di distanza: hanno lasciato un segno indelebile nella storia di Montallegro e credevano fermamente nel valore della ricerca, della verità e delle potenzialità dei giovani. Il loro ricordo ci ispira nel sostenere progetti di ricerca come questo, per il progresso scientifico e per il miglioramento della salute».

Marco Prioli, direttore Generale Ospedale Policlinico San Martino, aggiunge: «Uno splendido modo per ricordare due seri professionisti, di ambiti differenti, ma uniti dall’amore per Villa Montallegro, a cui il San Martino è storicamente vicino. Grazie a Francesco Berti Riboli per l’idea e lo slancio verso il nostro Policlinico, più che mai orientato alla crescita dei ricercatori del domani».

Antonio Uccelli, direttore Scientifico Ospedale Policlinico San Martino, conclude: «Sono particolarmente felice che Francesco Berti Riboli e la “sua” Villa Montallegro abbiano voluto ricordare l’amico ‘Gian’ supportando l’attività di due giovani che intendono sviluppare una ricerca innovativa nel campo della malattie cerebrovascolari. Grazie a Villa Montallegro per questo sostegno tangibile da parte del mondo della ricerca del San Martino, che crede fortemente nell’operato dei giovani».

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Redazione