Calcolosi della colecisti: come si opera e i tempi di recupero
Come le moderne procedure garantiscono massima sicurezza e un basso tasso di complicanze
gastroenterologia
L’evoluzione delle tecniche chirurgiche ha trasformato l’asportazione della cistifellea in una procedura sicura e a rapido recupero. Ne parliamo con Giovanni Camerini, Professore in Chirurgia generale presso l’Università di Genova e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Clinica chirurgica 2 dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, che ha scelto Montallegro per la sua attività di libera professione.
«La terapia chirurgica per la calcolosi della colecisti ha subito una rivoluzione nel 1987, con il primo intervento eseguito a Lione con un approccio mininvasivo. Oggi la procedura di elezione è la videolaparocolecistectomia. Si tratta di un intervento molto sicuro per il paziente, a patto che venga eseguito da un chirurgo con una solida esperienza in questo ambito. Se condotta in elezione – al di fuori di un contesto di urgenza – l’operazione presenta un tasso di complicanze esiguo. La letteratura clinica segnala lesioni della via biliare principale in circa lo 0,2% dei casi, un’eventualità che si previene adottando la rigorosa tecnica della “visione critica di sicurezza” ideata da Strasberg».
L’approccio conservativo sui tessuti si traduce in enormi vantaggi per il decorso post-operatorio.
«Questo approccio mininvasivo permette una rapida ripresa sia delle funzioni fisiologiche sia delle attività quotidiane del paziente. Diversi studi confermano che la tecnica consente un rientro sul posto di lavoro in tempi brevi, in media a distanza di cinque giorni dall’intervento chirurgico, a condizione che le mansioni previste siano di natura sedentaria e non richiedano sforzi fisici gravosi».