La mastectomia è un intervento a volte necessario per la cura del tumore al seno, ma la sua invasività è oggi sempre più ridotta. Ne parliamo – per gli approfondimenti relativi al mese di prevenzione dedicato al tumore femminile più frequente – con Stefano Spinaci, responsabile della Senologia territoriale dell’ASL3, che ha scelto Montallegro per la sua attività di consulenza e visita ambulatoriale e di chirurgia in libera professione.

«La mastectomia è un termine che spesso si associa alla terapia del tumore della mammella e che viene percepito come un atto di chirurgia molto invasivo, con grosse cicatrici e recuperi lenti. In realtà, le tecniche moderne smentiscono questo pregiudizio».

Tra le procedure più innovative spicca la mastectomia “nipple sparing”.
«È definita – seppur possa sembrare un ossimoro – una mastectomia conservativa, cioè finalizzata a conservare tutta la cute e il complesso areola-capezzolo».

Questo tipo di tecnica offre un duplice vantaggio.
«L’intervento permette di agire in modo radicale per garantire la sicurezza oncologica e, al tempo stesso, anche grazie all’aiuto di un chirurgo plastico, poter completare una ricostruzione capace di preservare intatta l’armonia anatomica ed estetica» conclude Spinaci.