Affrontare un tumore cutaneo aggressivo richiede competenza e tempestività. Per esplorare i percorsi di cura e l’approccio in sala operatoria, interviene Matteo Mascherini, dirigente medico presso l’UO Clinica Chirurgica 1 dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Mascherini, specialista nella chirurgia oncologica del melanoma e insignito nel 2023 del titolo di “Fellow of European Board of Surgery”, ha scelto Montallegro per la sua attività clinica e chirurgica in libera professione.

«Ricevere una diagnosi di melanoma spaventa, ma la chirurgia offre risposte su misura, precise e nella maggior parte dei casi del tutto risolutive, in modo particolare nelle diagnosi precoci» assicura lo specialista.

L’approccio moderno non si ferma alla semplice rimozione della lesione.
«La chirurgia non si limita alla sola asportazione del melanoma. È previsto – di prassi – un allargamento dei margini, ossia la rimozione del tessuto che circonda la cicatrice, al fine di ridurre al minimo il rischio di una recidiva locale».

Per i quadri clinici più delicati, i protocolli prevedono indagini approfondite.
«Nei pazienti con una diagnosi di melanoma non sottile, e quindi non precoce, risulta opportuno anche il controllo dello stato linfonodale. La strategia prevede l’asportazione del cosiddetto linfonodo sentinella, un intervento sempre più selettivo e a bassa invasività che – grazie alle tecnologie all’avanguardia – può essere eseguito anche in anestesia locale associata a una leggera sedazione. Per i casi avanzati e complessi, sono disponibili trattamenti chirurgici e multimodali, da decidere in accordo con l’oncologo specialista».