Spalla del pallanuotista: ex grandi atleti si raccontano in Montallegro
L'indagine unisce tecnologia ad alto campo e sensori dinamici per studiare e proteggere i legamenti degli atleti
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Prosegue in Montallegro il progetto di ricerca dedicato all’articolazione della spalla nei pallanuotisti. Lo scorso 17 giugno cinque icone della pallanuoto italiana – Eraldo Pizzo, Massimiliano Ferretti (nella foto in apertura), Alberto Angelini, Federico Piccardo e Carlo Tenderini – si sono sottoposti allo stesso protocollo clinico, basato sul sistema Neuralign e sulla risonanza magnetica, sperimentato per monitorare le spalle dei giocatori in attività di tre squadre professionistiche liguri (Pro Recco, Iren Quinto e Rari Nantes Savona).
Continuiamo a pubblicare le loro testimonianze (qui le prime), a margine del percorso diagnostico.
Massimiliano Ferretti e la nascita dei protocolli
Con il passare degli anni, l’approccio agli infortuni inizia a cambiare, pur scontrandosi con i limiti fisici imposti dal danno articolare. «Avevo “detriti” liberi all’interno dell’articolazione che rendevano impossibile persino il nuoto, in certe angolazioni» racconta il campione Massimiliano Ferretti, medaglia d’oro ai giochi olimpici di Barcellona 1992. «Mi sono operato negli Stati Uniti nel 1991, proprio nel periodo in cui si iniziava a ragionare in termini di prevenzione. Si capiva, per la prima volta, l’importanza di figure professionali specifiche, come i fisioterapisti, capaci di proporre sequenze di lavoro per non arrivare in via obbligata al passaggio chirurgico».
Federico Piccardo e il rimpianto tecnologico
Per chi ha dovuto interrompere la carriera, le moderne apparecchiature rappresentano uno strumento che avrebbe potuto cambiare le sorti sportive. Lo racconta Federico Piccardo. «Ho iniziato ad avere problemi 22 anni fa. La prima sublussazione è avvenuta in allenamento, parando un tiro. Da lì è iniziato un percorso di due anni di terapie, ma dopo altre recidive in partita ho dovuto decidere di smettere. La robotica, lo studio e le conoscenze attuali avrebbero aiutato parecchio. Con una prevenzione mirata e l’irrobustimento della cuffia dei rotatori, avrei evitato molti infortuni e giocato di più».
Carlo Tenderini e il valore della tutela
Carlo Tenderini, per anni colonna della Canottieri Leonida Bissolati di Cremona, offre una prospettiva diversa: oggi è agente generale di Agenzia Generali Italia, partner essenziale del progetto. «Questa collaborazione nasce da una proposta di studio sulla spalla del pallanuotista che mi ha subito coinvolto come ex atleta. L’aspetto che più ci ha appassionato è la volontà di prevenire le conseguenze dell’attività sportiva ad alto livello. Generali ha come obiettivo quello di essere partner di vita dei propri clienti; questo significa anche investire in attività di prevenzione concrete, un ambito in cui questo progetto si inserisce a pieno titolo».