Mercoledì 27 maggio, a Palazzo Ducale, Montallegro ha presentato il primo bilancio di sostenibilità, riferito all’anno 2025. Non un adempimento di legge, ma una scelta volontaria per misurare, nero su bianco, l’impatto reale della struttura, capace di generare sul territorio un forte valore, non solo clinico ma economico e sociale.

2025: numeri in crescita

Le cifre raccontano una realtà in costante espansione che, nel solo 2025, ha visto 43.123 Pazienti varcare le porte di Montallegro, assistiti da 182 dipendenti diretti, una cinquantina di collaboratori (consulenti sanitari) e una fitta rete (oltre 1000) di Medici frequentatori, con un valore economico generato superiore ai 21 milioni di euro (fatturato prossimo ai 20 milioni di euro).

Nel triennio 2023-2025, Montallegro ha erogato oltre 140mila visite ambulatoriali (di cui oltre 48mila nel solo 2025), oltre 45mila prestazioni di imaging e più di 96mila sedute di fisiokinesiterapia, confermandosi un punto di riferimento in Liguria per il recupero funzionale post-operatorio e post-traumatico. Le procedure chirurgiche hanno superato quota 17mila, sfiorando le 6mila nell’ultimo anno. Guardando il 2025, il totale supera le 106mila prestazioni. Oltre alle visite, spiccano 31.605 sedute di riabilitazione, 16.077 esami di imaging, 1173 visite cardiologiche, 2552 interventi di chirurgia in degenza e 3377 di chirurgia ambulatoriale, accompagnati da 3003 nuovi ricoveri.

Il bilancio traduce la cura anche in ricchezza condivisa: il valore economico distribuito si attesta a 19.604.801 euro, pari al 92% del valore generato. Il 53% è andato ai fornitori e il 32% alla remunerazione del personale. A questo si aggiunge la restituzione diretta alla comunità: oltre 50mila euro destinati alla ricerca scientifica (a favore di eccellenze come l’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Fondazione Gaslini Insieme, Flying Angels Foundation e AIRC) e più di 21mila euro di farmaci donati a comunità fragili in Kenya e in Ucraina.

La visione di Berti Riboli

Dietro ai numeri pulsa una precisa filosofia aziendale. Francesco Berti Riboli, ad di Montallegro, chiarisce l’orizzonte e traccia il bilancio: «Prendersi cura delle persone e accompagnarle nel proprio percorso di salute significa, ogni giorno, unire competenza, attenzione e responsabilità. È un impegno che si costruisce nel tempo, frutto di scelte che lo guidano, investimenti, relazioni: il nostro modo di vivere, lavorare, rispondere ai bisogni di salute delle persone che – a noi, per questo – si rivolgono. In questa continuità di percorso si inserisce il 2025, un anno di ulteriore crescita e consolidamento. Tra i risultati più significativi spicca il potenziamento delle tecnologie diagnostiche, con l’entrata a regime della risonanza magnetica Philips MR5300 e il completamento dell’installazione della TC Revolution Maxima GE: investimenti per offrire strumenti sempre più avanzati. A questo impegno si affianca una crescente attenzione all’esperienza della persona, tradotta nella riqualificazione degli spazi per renderli più accoglienti e a misura di chi li vive».

Misurare per migliorare

Diana D’Isanto – associate partner e head of sustainability strategy di TEHA Group, consulente per la stesura del bilancio – ha posto l’accento sulla natura volontaria del documento: «Rendicontare – senza averne obbligo – è una chiara assunzione di responsabilità: il concetto di sostenibilità viene legato in via esclusiva all’ambiente, ma oggi assume un ruolo centrale la dimensione sociale, ovvero l’impatto che un’organizzazione ha sulle persone e sulla comunità».

La sfida è proprio sfatare il mito che questi aspetti non siano quantificabili, trovando metriche adeguate a valutare il valore sociale, che passa dal benessere psicofisico dei dipendenti alla tutela della catena di fornitura. Ai tre pilastri classici della rendicontazione (ambientale, sociale e gestione aziendale; comunemente noto come ESG, l’acronimo anglosassone di environmental, social e governance), D’Isanto suggerisce di aggiungere una quarta lettera: «Dobbiamo considerare la “T” di tempo. Il bilancio del 2025 fotografa il passato, ma costruisce un ponte verso il futuro: rimandare la scelta della sostenibilità significa accumulare ritardi irrecuperabili per i territori e per il pianeta».

Il profitto etico in sanità

Può il profitto convivere con la salute? Mario Del Vecchio – economista, professore alla SDA Bocconi School of Management, in cui è anche knowledge leader di OCPS – Osservatorio Consumi privati in sanità – ha affrontato il tema in modo diretto, ponendo l’accento sulla tutela della salute come interesse collettivo: «La sanità privata non esiste perché ha fallito quella pubblica. I cittadini si rivolgono al mercato per via di trasformazioni profonde: si è passati da una gestione sanitaria focalizzata sulle sole acuzie a una gestione della cronicità, se non della prevenzione, che rientra in dinamiche diverse». In questo nuovo panorama, la convivenza tra profitto e salute richiede regole precise: «In sanità il cliente è debole per definizione, condizionato da un’asimmetria informativa incolmabile rispetto al medico. Per questo, chi fa impresa in tale settore non può comportarsi come un venditore qualsiasi, ma ha il dovere di possedere una profonda eticità endogena».

Richiamando il noto economista Vittorio Coda, suo maestro, Del Vecchio ha ricordato un principio granitico: «Il successo economico di un’impresa non può mai essere disgiunto dal successo competitivo e da quello sociale. Non si fanno profitti di lungo respiro impoverendo la società, ma creando valore vero. Ed è proprio il senso di appartenenza a Genova che spinge Montallegro a farsi carico dei bisogni del territorio in modo etico».

Il ruolo dell’IA e il valore dei dati

Fabrizio Ferrari, presidente di Confindustria Genova, ha ampliato la prospettiva soffermandosi sulle nuove leve dello sviluppo. «In un territorio che invecchia in modo inesorabile, mantenere l’attrattività significa garantire un sistema sanitario di altissimo livello. In questo scenario entra in gioco la gestione etica delle risorse, in primis l’intelligenza artificiale e la colossale mole di informazioni cliniche che ne deriva». Da qui un monito sulla privacy e la sicurezza: «Esiste un punto fondamentale e riguarda proprio i dati dei nostri pazienti e cittadini. Su quelli va fatto un lavoro serio per utilizzarli al meglio e affinché rimangano di fatto di nostra proprietà».

Efficienza contro lo spreco

Sulla stessa linea Gabriele Pelissero, presidente dell’Associazione italiana ospedalità privata (AIOP), intervenuto con un video alla presentazione: «Il progresso scientifico e il prolungamento dell’aspettativa di vita chiedono risorse sempre più imponenti. Pensare di affidare tutto alla sola spesa dello Stato, come avveniva decenni fa, è oggi pura utopia». In questa complessa transizione, la componente di diritto privato assume un ruolo strategico: «Non si limita a erogare servizi, ma diventa un argine vitale contro lo spreco. Il privato porta in dote efficienza gestionale, velocità di innovazione e modelli organizzativi moderni capaci di far quadrare i conti senza mai abbassare la qualità delle cure».

La cultura che cura la persona

Infine, l’apertura all’arte. Ilaria Bonacossa, direttrice di Palazzo Ducale, ha fatto gli onori di casa ricordando la solida collaborazione con Montallegro, che ha permesso – tra le diverse iniziative – di installare opere d’arte contemporanea site-specific nel loggiato del palazzo genovese: «L’obiettivo è incuriosire i passanti, ma la riflessione si spinge oltre, arrivando ad accostare la fruizione culturale alla cura clinica. Esistono Paesi in cui i medici prescrivono visite ai musei come vera e propria terapia». Lo sguardo si allarga all’inclusione: «L’arte contemporanea stimola il pensiero critico e un’inclusione profonda, che deve passare anche da spazi museali pensati per chi è neurodivergente, come le stanze a basso impatto emotivo per i visitatori nello spettro autistico».
Non a caso, l’impegno di Montallegro si ramifica in tutta la città. Oltre a sponsorizzare 36 realtà locali con più di 317mila euro, nel triennio appena trascorso ha promosso 33 “mercoledì della cultura” – appuntamenti riservati ai a stakeholder selezionati (fra cui dipendenti e professionisti medici) che prevedono visite guidate private a mostre ed eventi culturali della città – coinvolgendo oltre 1800 partecipanti.
«Uno strumento utile a fermarci, guardare a quanto costruito fin qui e continuare a fare del nostro meglio, con attenzione, impegno e concretezza che caratterizzano la vita delle persone che in Montallegro lavorano da oltre 70 anni» conclude Berti Riboli.

In un grande abbraccio a Genova che chiude il cerchio di un’impresa consapevole: fare sanità significa, prima di tutto, fare comunità.