Montallegro ha dotato il proprio reparto diagnostico del nuovo mammografo Selenia Dimensions con tomosintesi (3D) Hologic. Si tratta di un’apparecchiatura di ultima generazione che permette un’estrema accuratezza diagnostica.

Nicoletta Gandolfo

Ne parliamo con la dottoressa Nicoletta Gandolfo, direttore del dipartimento di Diagnostica per immagini dell’ASL3 Genovese e della Radiologia dell’Ospedale Villa Scassi, coordinatore della Breast Unit dell’ASL3 e responsabile tecnico dello screening mammografico di ASL3. Gandolfo svolge attività libero professionale in Montallegro.

– Dottoressa, che cosa è la mammografia?

«La mammografia è tuttora il cardine della diagnostica senologica. Rappresenta infatti l’indagine di prima istanza, sia nella donna asintomatica a partire dai 40 anni per la prevenzione secondaria sia nella donna sintomatica a partire dai 35 anni. La mammografia di prevenzione può essere effettuata su base spontanea (screening spontaneo) o aderendo al programma di screening organizzato, a partire dai 50 anni».

– La mammografia va eseguita anche in presenza di protesi estetiche?

«Certamente, anche se alcune aree della mammella possono non essere visibili e per questo va integrata con l’ecografia».

Tomosintesi: studio stratigrafico della mammella

– L’ultima generazione della mammografia è la mammografia digitale 3D. Di che cosa si tratta?

«La mammografia digitale 3D è una mammografia in tre dimensioni: mediante la tecnica di tomosintesi infatti è possibile effettuare uno studio stratigrafico della mammella ; dalle immagini stratigrafiche ottenute, disponibili per la lettura, è possibile contestualmente ricostruire sinteticamente le immagini mammografiche tradizionali più definite rispetto a quelle tomografiche, ottenendo la cosiddetta “mammografia sintetica”, con un risultato diagnostico complessivo più efficace rispetto alla sola mammografia convenzionale. La tecnica di tomosintesi può inoltre essere effettuata anche come indagine integrativa alla mammografica tradizionale con proiezioni mirate successive, in presenza di reperto sospetto meritevole di approfondimento».

– Come funziona questo nuovo mammografo di cui si è dotato Montallegro?

«Si tratta di un’apparecchiatura di ultima generazione che permette un’estrema accuratezza diagnostica nella identificazione e localizzazione di lesioni mammarie, che potrebbero essere più difficilmente visibili alla sola mammografia tradizionale, grazie alla combinazione di immagini stratificate acquisite. La ricostruzione stratificata, ottenibile con la tomosintesi, riduce o elimina del tutto i problemi causati dalla sovrapposizione dei tessuti che si possono avere in una mammografia convenzionale, offrendo una miglior capacità diagnostica e una superiore attenzione alla paziente».

Vantaggi clinici e per il paziente

Il mammografo Selenia Dimensions (3D) Hologic acquisito da Montallegro

– Quali sono i vantaggi dal punto di vista clinico della mammografia con tomosintesi 3D rispetto alla mammografia convenzionale 2D?

«Aumento del 41% nel rilevamento di lesioni invasive al seno; diminuzione fino al 40% dei richiami dei falsi positivi, riducendo al minimo l’ansia per le pazienti e i costi non necessari; miglior valutazione, rispetto alla mammografia classica, sia del seno denso, tipico della donna giovane, sia di quello a prevalente componente adiposa, consentendo una migliore capacità di individuazione di lesioni distorsive di piccole dimensioni che possono talvolta sfuggire alla mammografia 2D; più agevole identificazione delle lesioni espansive o di raggruppamenti di piccolissime calcificazioni (microcalcificazioni), con migliore caratterizzazione della loro forma e dei contorni, nonché dell’ampiezza e dell’architettura delle distorsioni parenchimali, cioè delle lesioni distorsive riscontrate nel tessuto».

– Si riscontrano vantaggi anche dal punto di vista della paziente…

«Un vantaggio significativo è la riduzione degli esami di II e III livello come ago-aspirati, biopsie, RM mammaria che impattano sensibilmente sul carico di ansia e apprensione delle pazienti oltre che sulla spesa sanitaria. La mammografia eseguita direttamente in tomosintesi, inoltre, si realizza con una scansione veloce (meno di 4 secondi), richiedendo un minor tempo di compressione. Tutto ciò migliora il comfort della paziente, riduce il dolore e nel contempo anche il sospetto di false distorsioni da sovrapposizione di strutture fibrose; evidenzia meglio reperti patologici mascherati dalla densità ghiandolar. Inoltre le immagini sintetiche ricostruite dalle proiezioni effettuate direttamente in tomosintesi risultano di elevata qualità diagnostica, con una dose sostanzialmente equivalente a quella di una mammografia tradizionale».

Quando effettuare la mammografia

– Chi può essere sottoposto a mammografia digitale con tomosintesi?

«Tutte le pazienti che debbano essere sottoposte a mammografia. L’indagine non richiede alcuna preparazione; non viene normalmente effettuata in presenza di protesi mammarie estetiche. Rimane sempre comunque fondamentale il confronto con le mammografie precedenti ed eventuali altri esami senologici eseguiti ».

– Quando va effettuata la mammografia?

«Prima dei 40 anni l’esame viene effettuato solo su indicazione clinica come, per esempio, in presenza di reperto clinico-palpatorio. Dai 40 anni in poi l’esame va ripetuto con periodicità suggerita dal medico radiologo: fino ai 49 anni, in genere, è consigliato il controllo annuale, spesso associato a ecografia mammaria bilaterale. Tra i 50 e i 69 anni l’indicazione, in accordo con i programmi di screening organizzati su territorio nazionale, è di effettuare l’esame a cadenza generalmente biennale, salvo indicazioni cliniche differenti».

– E quando si effettua anche l’ecografia?

«L’ecografia viene frequentemente utilizzata a completamento e integrazione dell’indagine mammografica dopo i 40 anni; sempre come indagine di prima istanza prima dei 40 anni in pazienti con o senza sintomatologia clinica».

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Scritto da:

Mario Bottaro

Giornalista.