Arte e medicina nascono da una radice comune. Da questo assunto, teorizzato dallo scienziato polacco Andrzej Szczeklik, prende le mosse la quarta edizione di World Medical View. Dal 5 al 19 giugno 2026, la sede dell’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici (ENPAM), in piazza Vittorio Emanuele II a Roma, si trasformerà in una galleria d’arte per esplorare il legame tra professione clinica e obiettivo fotografico.

L’iniziativa, patrocinata dalla FNOMceO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), sigilla l’alleanza tra l’Associazione Medici Fotografi Italiani (AMFI) guidata da Maurizio Iazeolla e l’omologa realtà polacca PhotoArtMedica di Krzysztof Muskalski. Un orizzonte che oggi diventa globale grazie alla spinta dell’International Medical Photographer Club (IMPC).

Sessanta scatti, selezionati da due fotografi professionisti italiani e un giornalista dell’ENPAM, testimoniano la vivacità del movimento. Nessun tema imposto frena la creatività: ogni autore propone la sua visione più autentica.
Ce lo racconta Franco Ameli, specialista genovese in otorinolaringoiatria e vicepresidente dell’IMPC: «Accogliamo opere da tutto il mondo che spaziano dalla maestosità del paesaggio all’intimità del ritratto, fino agli scatti ambientati nei luoghi di cura».

L’obiettivo terapeutico della bellezza

Franco Ameli

Il vero filo conduttore dell’intera esposizione è la potenza della bellezza. Ogni immagine esposta condivide una vocazione chiara e tangibile: portare sollievo. Non a caso, al termine della rassegna, molte delle opere non finiranno a impolverarsi nei cassetti. «Spesso queste fotografie trovano la loro collocazione all’interno di spazi comunitari ospedalieri, ambulatori o sale d’attesa. Il loro comun denominatore è la ricerca della bellezza. È questo il motivo che ci spinge a donarle alle strutture sanitarie: offrire una boccata d’ossigeno, un momento di autentica serenità e sollievo a chi le osserva».

Anche Franco Ameli firma due degli scatti in mostra, dominati dalla sua passione per il paesaggio. Per il vicepresidente dell’IMPC, fotografare non è un semplice passatempo, ma «un momento intimo, silenzioso, di profonda ricerca di luce e di spazi». Scattare significa compiere un’azione salvifica: «È una pratica dalla valenza terapeutica, che mi consente di alleggerire il carico emotivo e professionale che porto ogni giorno sulle spalle, restituendomi l’energia e lo slancio necessari per affrontare le sfide del giorno successivo» conclude Ameli.

Il programma della manifestazione

Il sipario sull’esposizione si alzerà venerdì 5 giugno alle ore 17 con un vernissage d’eccezione, impreziosito dalla presenza del celebre fotoreporter Francesco Cito in veste di ospite d’onore. La mostra sarà visitabile con ingresso libero tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17. Durante il fine settimana, l’esperienza dei visitatori potrà estendersi con una suggestiva visita guidata alle meraviglie del museo Ninfeo, prenotabile sul sito ufficiale della struttura capitolina (www.museoninfeo.it).