Il fastidio retrosternale è uno dei sintomi digestivi più diffusi tra la popolazione adulta europea. Ne parliamo con Paolo Massa, specialista in gastroenterologia, che abbiamo incontrato in Montallegro, struttura scelta per la sua attività in libera professione.

«La pirosi gastrica è un segno clinico avvertito dal paziente come un forte bruciore nella regione epigastrica – all’altezza dello stomaco – e in sede retrosternale. È di frequente associata alla malattia da reflusso gastroesofageo, disturbo con un’incidenza altissima: colpisce circa il 50% dei cittadini in Europa nella fascia di età compresa tra i venti e i sessantaquattro anni».

Comprendere l’origine del disturbo è il primo passo per impostare una strategia di guarigione efficace.
«La causa scatenante coincide di solito con un’ernia iatale o con una scarsa tenuta del cardias, la valvola che separa l’esofago dallo stomaco. La diagnosi è clinica e si basa su anamnesi con ascolto della storia del paziente ed esame obiettivo; a questo primo inquadramento possono seguire procedure strumentali come l’endoscopia per ottenere una conferma oggettiva. La terapia richiede in primo luogo regole alimentari severe – con l’esclusione di cibi irritanti come il pomodoro o il brodo di carne – e accorgimenti posturali, tra cui sollevare la testiera del letto e ridurre i liquidi serali. A questo si affianca una cura farmacologica, utile ad agevolare lo svuotamento dell’esofago, favorire la chiusura della valvola e abbattere la secrezione acida dello stomaco».