I disturbi dell’apparato digerente superiore rappresentano una delle cause più frequenti di consulto medico, con ripercussioni incisive sulla qualità della vita quotidiana. Ne parliamo con Manuele Furnari, specialista in gastroenterologia, che abbiamo incontrato in Montallegro, struttura scelta per la sua attività in libera professione.

«La malattia da reflusso gastroesofageo è una patologia diffusa su vasta scala, di natura in gran parte benigna, che arriva a colpire quasi un terzo della popolazione. Il disturbo consiste nella risalita per via retrograda del contenuto gastrico lungo l’esofago, fino a raggiungere in alcuni casi il cavo orale. Il quadro clinico si manifesta in primis con due sintomi tipici: la pirosi – ovvero la sensazione di bruciore dietro al torace o allo sterno – e il rigurgito, la percezione di materiale liquido in risalita, accompagnato a volte da un senso di bocca amara».

Il quadro sintomatologico, tuttavia, può assumere contorni meno definiti e coinvolgere altre sedi anatomiche.
«Esistono dei sintomi atipici, più difficili da correlare a un disturbo gastrico, che rientrano in genere nel campo di indagine dell’otorinolaringoiatra. Tra queste manifestazioni spiccano la tosse cronica, la necessità continua di schiarirsi la voce e una raucedine persistente».