Il percorso riabilitativo dopo la protesi al ginocchio
I tre obiettivi clinici per un recupero completo della mobilità e del tono muscolare
focus articolazioni
Il successo di un intervento di sostituzione articolare si consolida nella fase post-operatoria, dove fisioterapia e costanza giocano un ruolo chiave. Ne parliamo con Eno Picori, chirurgo ortopedico che abbiamo incontrato in Montallegro, struttura che ha scelto per la sua attività in libera professione.
«La riabilitazione successiva a un intervento di protesi totale al ginocchio è una fase fondamentale per il recupero del paziente. Il percorso clinico deve ambire a tre obiettivi principali: la riduzione dell’infiammazione post-chirurgica, il ripristino dell’articolarità e il recupero del trofismo muscolare. Per garantire il successo di questa fase, l’intero iter richiede una struttura adeguata e l’assistenza di personale qualificato».
Oltre alle indicazioni dello specialista, la letteratura clinica evidenzia come le tempistiche di recupero siano strettamente legate a una mobilizzazione precoce. Il programma fisioterapico prevede una progressione ben definita: nelle prime quattro settimane gli obiettivi principali sono raggiungere la flessione del ginocchio di novanta gradi e avviare il rinforzo del quadricipite. Nella fase successiva, il lavoro punta a superare i centodieci gradi di flessione, traguardo biomeccanico indispensabile per garantire lo svolgimento in autonomia delle normali azioni quotidiane, come fare le scale o alzarsi da una sedia. Di norma, il pieno ritorno alla deambulazione senza alcun ausilio e la ripresa delle attività sportive a basso impatto si concretizzano entro il terzo mese dall’intervento.