Il melanoma rappresenta la forma più aggressiva di tumore cutaneo, con tassi di incidenza in costante crescita che impongono un’attenzione clinica particolare. Ne parliamo con Paola Queirolo, oncologa specialista dei melanomi e di altri tumori cutanei, che ha scelto Montallegro per la sua attività in libera professione.

«Il melanoma è il tumore cutaneo più aggressivo, con numeri in crescita, ben 17mila nuovi casi nel 2025 nel nostro Paese. È diventato il quinto tumore per incidenza e il terzo nella popolazione sotto i 50 anni, trasformandosi in una vera emergenza sociale» spiega la specialista

L’origine di questa patologia è spesso legata a comportamenti scorretti e abitudini a rischio.
«Il danno è dovuto a scottature intermittenti: ci si espone con la pelle non abituata al sole e ci si scotta. Questa dinamica risulta frequente in particolare nei soggetti che hanno pelle e occhi chiari, appartenenti ai fototipi 1 e 2».

In ambito clinico, la tempestività gioca un ruolo decisivo, ma la ricerca medica offre oggi risposte incoraggianti anche per i quadri complessi.
«Oggi, una buona parte dei melanomi viene guarita in fase iniziale con l’intervento chirurgico, che può essere accompagnato dall’indagine sul linfonodo sentinella, ovvero il primo linfonodo drenante il tumore primitivo» prosegue l’oncologa. «Nelle fasi avanzate della malattia, quando si rileva un grosso spessore, una compromissione linfonodale o metastasi a distanza, si ricorre a terapie innovative. Da sempre queste soluzioni si sperimentano per prime nel melanoma, che rappresenta un vero e proprio modello di applicazione dell’immunoterapia. Utilizziamo terapie in grado di aumentare le difese immunitarie e mantenere la risposta nel tempo. Questo ci ha permesso di arrivare a guarigioni anche in fasi avanzate della malattia, aprendo nuovi scenari per questa famiglia di neoplasie».