Da domani, 5 dicembre, fino al 26 aprile 2020 Palazzo Bianco in Via Garibaldi, ospita la mostra “Sognare il Settecento” che vede anche l’apertura di una nuova sala espositiva, la Sala Zerega, il cui allestimento è stato reso possibile grazie al sostegno di Montallegro, casa di cura e centro polispecialistico ambulatoriale, nell’ambito di un vasto programma di grande attenzione riservata alla cultura, alle arti figurative classiche e contemporanee, tradizionali o innovative. Filo conduttore di questo programma di sostegno al territorio in cui la realtà sanitaria opera, dalla sua fondazione 70 anni fa, è la città di Genova, per la quale Montallegro è impegnata a promuovere “il benessere attraverso la cultura e lo stile di vita sano”.

“Sognare il Settecento”, a cura di Loredana Pessa con la direzione artistica di Elisabetta Agostino, allestita nelle sale espositive del secondo piano di Palazzo Bianco, riprende e sviluppa il tema del collezionismo di manufatti settecenteschi, presentando la raccolta di preziosi abiti antichi, donata al Comune nel 1917 dal genovese Giuseppe Zerega. Si tratta di un cospicuo patrimonio costituito da un centinaio di pezzi, tra cui spicca una serie di indumenti maschili settecenteschi, caratterizzati da ricami di qualità altissima e dall’impiego di stoffe seriche di raffinata fattura, testimonianza unica dei gusti e delle mode in voga presso l’aristocrazia europea settecentesca.

La mostra rientra nel più ampio contesto della storia del collezionismo a Genova nel XIX secolo e mettendo in evidenza il particolare interesse per le arti decorative settecentesche che caratterizza l’ambiente locale, quasi in controtendenza rispetto ai gusti dell’epoca. Per questo, il percorso di visita, dopo una prima sezione dedicata al mercato dell’arte ottocentesco a Genova e alla circolazione di manufatti del XVIII secolo, prende in considerazione due importanti raccolte che testimoniano la passione per la raffinata produzione del secolo dei Lumi: quella della famiglia Luxoro, ampia ed eterogenea, e quella del Console britannico Montague Yeats Brown, dedicata invece in modo esclusivo al mondo della ceramica.

Dopo la presentazione di una scelta dei preziosi arredi accumulati dai Luxoro, tra i quali argenti, mobili, orologi, statuine prespiali, e successivamente alla sala dedicata alle porcellane appartenute a Yeats Brown, l’esposizione culmina con un allestimento evocativo di alcuni tra i più interessanti abiti della collezione Zerega, veri e propri capolavori di tessitura e ricamo.

Il fascino esercitato dalla civiltà del XVIII secolo e l’attrazione per le arti suntuarie sono il filo sottile che lega queste tre collezioni, accomunate anche dalla loro destinazione finale alla pubblica fruizione, grazie al mecenatismo privato, che fortunatamente ha impedito la dispersione di un patrimonio così importante.

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