I sintomi della dermatite seborroica
Squame untuose e prurito sono i principali segnali di una patologia dal forte impatto sociale
Mi dica, dottore
Una desquamazione persistente sul cuoio capelluto o la comparsa di chiazze arrossate ai lati del naso possono rappresentare i primi segnali di un disturbo molto diffuso: la dermatite seborroica. Per approfondire il quadro sintomatologico, ci affidiamo all’esperienza del professor Francesco Drago, dermatologo e già Direttore del Centro malattie a trasmissione sessuale e infezioni cutanee della Clinica dermatologica dell’IRCCS Policlinico San Martino di Genova. Lo abbiamo incontrato in Montallegro, struttura che ha scelto per la sua attività in libera professione.
«La dermatite seborroica è un’affezione eczematosa che colpisce le regioni del corpo a elevato tasso sebaceo, in cui sia presente una ricca rete di ghiandole. Patologia molto comune, nelle sue fasi minori può essere confusa con una semplice forfora. Nel 90% dei casi colpisce proprio il cuoio capelluto: il paziente nota una desquamazione furfuracea sui vestiti che suggerisce già un’ipotesi clinica precisa».
In campo medico si è discusso a lungo sulle similitudini con altre affezioni cutanee.
«Alcuni studiosi francesi ritengono la dermatite seborroica un’anticamera della psoriasi. In realtà, molti pazienti mantengono questa patologia per tutta la vita senza mai sconfinare nella psoriasi, che rappresenta un quadro clinico più severo».
Le manifestazioni si concentrano in aree specifiche del corpo, generando un impatto non trascurabile sulla qualità della vita.
«Le zone più colpite, oltre al cuoio capelluto, sono le regioni pretoraciche, il dorso, l’area retroauricolare e il condotto uditivo esterno. Il sintomo cardine è il prurito. Il paziente tende a grattarsi la testa, provocando la caduta di squame giallastre e untuose, una dinamica che a livello sociale risulta fonte di imbarazzo».
Il grattamento continuo espone inoltre la cute a complicazioni.
«Sotto i depositi di squame si nasconde uno stato infiammatorio che, se sollecitato, apre la strada a infezioni da stafilococco, con conseguente comparsa di siero e pus. Sul dorso, in particolare nella parte centrale del tronco, le lesioni assumono un tipico aspetto figurato ad anello, che richiede una valutazione dermatologica accurata» conclude lo specialista.