Quando si parla di neoplasie della pelle, l’attenzione si concentra spesso sul melanoma; eppure esistono altre forme patologiche, assai diffuse, che richiedono cure specifiche. A fare chiarezza sui tumori cutanei non melanoma è Paola Queirolo, oncologa specialista delle neoplasie cutanee, che ha scelto Montallegro per la sua attività in libera professione.

«I tumori cutanei non melanoma sono, in via principale, il carcinoma basocellulare e il carcinoma squamocellulare della cute. Il primo registra la maggiore incidenza al mondo tra la popolazione caucasica: nel nostro Paese contiamo 64mila nuovi casi all’anno. Si tratta di un’incidenza altissima negli ultraquarantenni che presentano un fototipo chiaro, con capelli rossi o biondi e che vanno incontro a scottature croniche».

Il fattore di rischio principale è l’esposizione continua ai raggi solari, tipica di determinate categorie di lavoratori, con una concentrazione di casi nella fascia di popolazione più anziana.
«Questi tumori sono guaribili con ottimi risultati grazie all’intervento chirurgico. Tuttavia esiste una piccola percentuale di pazienti, circa uno su cento, che al momento della diagnosi presenta una malattia in stadio avanzato. In questi casi si ricorre all’immunoterapia o a farmaci a bersaglio molecolare, definiti inibitori di Hedgehog, in grado di fornire una sopravvivenza a lungo termine».

Dinamiche diverse caratterizzano invece il carcinoma squamocellulare.
«Ha una minore incidenza rispetto al basocellulare, attestandosi a circa 30mila nuovi casi all’anno nel nostro Paese, ma mostra una maggiore aggressività a livello locale. Questi tumori tendono alla recidiva, se non operati in modo adeguato e richiedono un’équipe multidisciplinare. Anche in questo scenario, la gran parte dei casi guarisce con la chirurgia, ma una piccola percentuale necessita di immunoterapia. Nelle fasi avanzate o metastatiche, l’immunoterapia riesce a ridurre lesioni cutanee spesso distruttive, garantendo non solo una lunga sopravvivenza, ma anche un’eccellente qualità di vita ai pazienti».