Il prurito non rappresenta una malattia in sé, ma un sintomo comune a diverse patologie. Per comprendere questo segnale del corpo e le relative strategie terapeutiche, ci affidiamo al professore Corrado Occella, già direttore dell’unità operativa complessa di Dermatologia presso l’IRCCS Gaslini di Genova, che ha scelto Montallegro per la sua attività in libera professione.

«Parliamo di un sintomo riferibile a svariate condizioni cliniche. Nell’anziano è dovuto in via principale alla pelle secca, ma può essere anche espressione di malattie neoplastiche, come i linfomi e le patologie del sangue. In età pediatrica risulta molto frequente a causa della dermatite atopica o per via di parassitosi, in primo luogo la scabbia».

Il ventaglio delle cause si estende anche ad altri ambiti medici.
«Esistono pruriti legati a malattie neurologiche – come la sclerosi multipla – o psichiatriche – come i disturbi ossessivi e la schizofrenia – che possono manifestarsi con fastidi incoercibili. A queste si aggiungono le malattie dermatologiche vere e proprie, come la psoriasi, il lichen o alcune patologie bollose, che all’inizio si manifestano proprio con il prurito per poi evidenziarsi in modo netto nel tempo».

Di fronte a un sintomo così trasversale, l’approccio terapeutico richiede rigore clinico.
«Bisogna conoscere a fondo la causa e – una volta eseguiti gli opportuni accertamenti – avviare la terapia. Nel caso dell’anziano, in presenza di cute secca, occorre utilizzare prodotti con un’azione idratante e detergenti delicati, evitando sostanze che possano sgrassare la pelle in modo eccessivo. Gli altri cardini della terapia sono gli antistaminici per via generale e i cortisonici a livello locale, associati agli emollienti. Ogni malattia specifica ha poi farmaci specifici, a seconda del quadro clinico».