Sottoporsi a esami endoscopici non deve più essere sinonimo di ansia o dolore. Grazie ai protocolli di sedazione moderna, l’esperienza per il paziente è del tutto tollerabile, a beneficio anche della qualità dell’esame stesso. Ne parliamo con Alberto Cecchini, anestesista in forza a Montallegro.

«Le procedure endoscopiche non sono dolorose, ma risultano fastidiose. Poterle eseguire con una sedazione profonda, grazie alla quale non ci si accorge di nulla, non è solo un vantaggio per il paziente. Rappresenta anche una carta vincente per l’endoscopista, il quale può lavorare in assoluta tranquillità, senza che il soggetto si lamenti, si agiti o non riesca a stare fermo».

Il percorso inizia ben prima della procedura diagnostica. Il paziente viene sottoposto a una valutazione anamnestica e alla compilazione della cartella clinica, un passaggio decisivo per misurare eventuali rischi e scegliere i farmaci più adatti. La sedazione avviene per via endovenosa, incannulando una vena periferica.
«Utilizziamo un farmaco ansiolitico, in genere il midazolam, una benzodiazepina che ha un effetto rilassante e amnesico: toglie la memoria dell’evento. A questo aggiungiamo il propofol, un vero e proprio anestetico che “impedisce” al paziente di rendersi conto della procedura».

La sicurezza è garantita da un monitoraggio costante.
«L’esame si svolge in un ambiente attrezzato con una piattaforma monitor multiparametrica che tiene sotto controllo la saturazione dell’ossigeno, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Al termine della procedura – della durata di pochi minuti – è possibile somministrare un antagonista specifico per accelerare il risveglio e il recupero dell’autonomia».

Nel giro di mezz’ora i pazienti sono in grado di alzarsi e lasciare la struttura, dovendo rispettare una prescrizione inderogabile. «È obbligatorio che chi subisce una sedazione non guidi veicoli. Non è un consiglio, ma una necessità legata a ragioni cliniche e anche di responsabilità ed eventuale copertura assicurativa. In caso di incidente stradale, il soggetto – sotto effetto di sostanze sedative – verrebbe sanzionato con il ritiro della patente».