Ernia del disco lombare: la diagnosi e il ricorso al bisturi
Dalle terapie conservative ai campanelli d'allarme che rendono necessario l'intervento chirurgico
focus articolazioni
Il mal di schiena severo, unito all’irradiazione del dolore verso le gambe, è un sintomo che richiede una valutazione accurata per stabilire l’approccio terapeutico più idoneo. Ne parliamo con Matteo Formica, direttore della clinica ortopedica dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, che abbiamo incontrato in Montallegro, struttura che da anni ha scelto per l’attività di consulenza, visita specialistica e chirurgia in libera professione.
«L’ernia del disco lombare non rappresenta sempre una patologia di pertinenza chirurgica. Al contrario, nella grande maggioranza dei casi, il quadro clinico tende a risolversi in modo spontaneo o con un approccio conservativo, basato su terapie mediche e fisiche. L’indicazione all’intervento subentra quando queste soluzioni si rivelano inefficaci».
Il fattore tempo e l’intensità dei sintomi diventano così i parametri guida per lo specialista.
«Valutiamo l’opzione chirurgica per la rimozione dell’ernia quando la tipica lombosciatalgia – ovvero il dolore che dalla colonna vertebrale si irradia lungo la gamba – non recede dopo circa sei settimane di cure conservative. Esiste poi uno scenario che richiede un intervento d’urgenza: l’insorgenza di deficit motori. Se un muscolo perde la propria innervazione, causando la paralisi del piede o l’impossibilità di compiere i movimenti necessari per mantenere la stazione eretta, l’operazione non può essere rimandata».