Il dolore alla zona lombare è un disturbo molto diffuso, spesso legato all’invecchiamento e all’usura delle strutture che sostengono la colonna. Ne parliamo con Matteo Formica, direttore della clinica ortopedica dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, che abbiamo incontrato in Montallegro, struttura che da anni ha scelto per l’attività di consulenza, visita specialistica e chirurgia in libera professione.

«Le cause più frequenti di lombalgia sono i processi artrosico-degenerativi, anche se per la colonna vertebrale parlare di artrosi risulta in parte generico. Il problema scatenante coincide di solito con le discopatie: il disco intervertebrale – che funge da ammortizzatore tra due vertebre – invecchia e degenera. Questo innesca un’escalation di problemi che, a livello lombare, sfociano nel sintomo principale, ovvero il dolore».

Oltre al consumo fisiologico o patologico delle strutture articolari, esistono fattori strutturali in grado di compromettere la stabilità del rachide sin dalla giovane età.
«Non dobbiamo trascurare le condizioni di instabilità vertebrale, situazioni in cui le vertebre slittano e scivolano tra loro per motivi costituzionali. Esistono poi, per fortuna in casi più rari, le cause del cosiddetto dolore lombare maligno. Queste alterazioni possono essere secondarie a neoplasie, poiché la colonna è spesso sede di metastasi, oppure derivare da infezioni come le spondilodisciti, che colpiscono i dischi e le vertebre adiacenti».