Il percorso diagnostico nell’artrosi del ginocchio
Dall'esame clinico alla risonanza magnetica: gli strumenti per individuare e valutare la degenerazione articolare
focus articolazioni
Affrontare in modo corretto il dolore e la limitazione funzionale di un’articolazione complessa richiede un inquadramento preciso e tempestivo. Oggi a disposizione abbiamo metodiche di indagine sempre più evolute. Ne parliamo con Ennio Biscaldi, consulente del servizio di diagnostica per immagini di Montallegro.
«L’artrosi del ginocchio è una condizione degenerativa legata a molteplici fattori. L’iter diagnostico inizia sempre con un indispensabile inquadramento clinico, che può essere effettuato dal medico di medicina generale o dallo specialista ortopedico. Per quanto concerne la diagnostica per immagini, l’indagine di primo livello è la radiografia tradizionale, che viene eseguita preferibilmente sotto carico, ovvero con il paziente in posizione eretta».
Quando la sintomatologia o il quadro clinico richiedono una visualizzazione più dettagliata dei tessuti molli e della cartilagine, lo specialista prescrive esami di secondo livello.
«L’approfondimento elettivo successivo alla radiografia è la risonanza magnetica, che consente valutazioni estremamente ampie e accurate del ginocchio e di tutte le sfumature della condizione artrosica. Ovviamente possono essere impiegate altre metodiche di imaging, come ecografia e tomografia computerizzata, la cui utilità deve essere valutata e stabilita dallo specialista di riferimento in base al singolo caso».