Le terapie infiltrative di ultima generazione offrono soluzioni sempre più efficaci per contrastare l’usura della cartilagine, sfruttando il potenziale rigenerativo del corpo umano. Facciamo il punto con Maria Teresa Pereira Ruiz, che dal 2009 collabora con Montallegro per l’attività di riabilitazione sportiva e per le procedure di medicina rigenerativa in ambito artro-muscolare.
«Il plasma ricco di piastrine, noto come PRP, è considerato oggi uno dei trattamenti ortobiologici di punta per l’artrosi delle grandi articolazioni, come il ginocchio o l’anca. È una terapia innovativa che in Montallegro eseguiamo da quindici anni, tempo in cui abbiamo accumulato una vasta e solida esperienza clinica. Un recente studio multicentrico europeo, pubblicato nel 2024, ha messo a confronto gli effetti del PRP, del placebo e dell’acido ialuronico sull’artrosi del ginocchio, dimostrando la netta superiorità del plasma ricco di piastrine e confermando la validità del nostro approccio».

Accanto ai derivati ematici, la ricerca scientifica ha sviluppato metodiche che impiegano tessuti differenti, ampliando in modo significativo il ventaglio delle opzioni a disposizione dello specialista.
«Attualmente trovano largo impiego anche le cellule mesenchimali prelevate dal tessuto adiposo. Attraverso una piccola liposuzione, il materiale viene preparato e introdotto nell’articolazione artrosica. A differenza del PRP, che richiede un semplice prelievo di sangue in ambulatorio, l’uso delle cellule mesenchimali necessita di una sala operatoria e di un intervento mininvasivo. La letteratura scientifica non stabilisce ancora una supremazia netta di una metodica sull’altra: entrambe rappresentano terapie biologiche di altissimo livello per il trattamento dell’artrosi».