#piugustoperlavita: Gian Filippo Mirabile
L'atleta paralimpico genovese illustra i segreti del suo recupero muscolare e l'importanza della fisioterapia
Stelle nello Sport... in Montallegro
Prosegue la nostra rubrica nata dalla collaborazione con Stelle nello Sport, il progetto ideato da Michele Corti che dal 2000 valorizza le eccellenze sportive della Liguria. Una realtà di cui Montallegro è partner storico condividendo la missione racchiusa nel claim #piugustoperlavita: promuovere il valore educativo e sociale dello sport, con un’attenzione particolare alla prevenzione e all’educazione ai corretti stili di vita tra le giovani generazioni. In questa puntata esploriamo il mondo dello sport paralimpico e della multidisciplinarietà.
Il grave incidente sul lavoro del 1992 non ha spento la voglia di sport di Gian Filippo Mirabile. Con la Sportiva Murcarolo ha coronato l’obiettivo dei Giochi paralimpici di Tokyo 2020 nel canottaggio, ma il suo orizzonte è vasto e comprende l’atletica leggera, il ciclismo, il triathlon e, di recente, anche il sitting volley. L’impegno nell’allenamento, in prossimità dei sessant’anni, è quotidiano ed è un esempio prezioso per i tanti giovani che lo circondano.
La gestione degli infortuni
«A parte qualche caduta in bicicletta, non ho mai accusato problemi fisici di rilievo. Due, però, sono stati i momenti di maggiore difficoltà. Durante la preparazione per la maratona di Parigi, reduce da una gara di 30 chilometri a Parma, il mio allenatore mi chiese di eseguire quattro serie da 1000 metri a Villa Gentile: in quell’occasione mi strappai il bicipite femorale. Dopo un mese di cure ho ripreso a correre, ma a distanza di una sola settimana ho subìto uno stiramento appena sotto la lesione. La prevenzione è alla base di tutto: pur essendo un fisioterapista, mi affido con costanza ai colleghi per farmi trattare e massaggiare».
L’alimentazione
«Sono goloso di zuccheri, ma consumo la giusta quantità di carboidrati e proteine. Ormai da cinquant’anni appartengo al mondo dello sport e sono sempre stato seguito da dietologi che mi hanno consigliato cosa mangiare prima, dopo e durante le gare».
L’allenamento mentale
«Per me è vitale tagliare il traguardo senza avere rimpianti, ogni giorno lavoro in funzione di questo obiettivo».
La settimana tipo
«Svolgo da otto a dieci allenamenti a settimana. Lo sport è la mia “malattia”».