Samir Sukkar, specializzato in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva e in Scienza dell’Alimentazione con indirizzo nutrizionistico, responsabile dell’Unità Operativa Dipartimentale di Dietetica e Nutrizione Clinica del Policlinico San Martino di Genova e medico frequentatore della Casa di Cura Villa Montallegro è considerato il massimo esperto non solo a Genova per le malattie legate alla malnutrizione. In particolare si occupa sia della cura dell’obesità, sia dello studio fisiopatologico della cachessia neoplastica (sindrome da deperimento non legata all’anoressia). È coordinatore della rete dei Servizi di dietetica e Nutrizione Clinica della Regione Liguria e dal 2001 è docente della Scuola di specializzazione Scienza dell’alimentazione- Igiene e Medicina preventiva – Chirurgia dell’apparato digerente.
A Genova ha appena introdotto il sistema Overstich per la plicatura gastrica intervenendo su una paziente obesa,

La plicatura gastrica e il sistema Overstitch

– Professore che cosa è la plicatura gastrica?
«Si tratta di una metodica endoscopica che produce un effetto di restrizione dello stomaco simile a quanto si ottiene con l’intervento chirurgico denominato sleeve gastrectomy e utilizzabile in determinati casi. Si ripiega, suturandola, la grande curvatura gastrica isolandola. Come per la sleeve gastrectomy si crea un “tubo” gastrico, riducendo dell’80% la capacità gastrica iniziale».  Vedi il filmato
– L’intervento è reversibile?
«Nel caso della plicatura gastrica fino a ora il trattamento dura sicuramente 3 anni e oltre e se i punti vengono resecati si ritorna nelle condizioni iniziali».
– Come si realizza il sistema Overstitch?
«È un sistema innovativo che non era mai stato introdotto a Genova. Si è diffuso negli Stati Uniti dal 2013 e in Europa nel 2016. In Italia, finora, è stato utilizzato per 300 casi su circa 16mila interventi di chirurgia bariatrica, che si occupa del trattamento dei pazienti affetti da obesità».
– In che cosa consiste?
«In un dispositivo monouso che viene applicato sulla testa dell’endoscopio e che consente la realizzazione di suture totalmente endoscopiche. Questa procedura rappresenta un’alternativa endoscopica, mininvasiva, ripetibile, con degenza limitata di 2 giorni e una notte, complicanze e costi nettamente inferiori a una sleeve gastrectomy laparoscopica. Ovviamente essendo un intervento endoscopico è visto sempre più di buon occhio da chi non vuole affrontare interventi chirurgici».

La sleeve gastrectomy

– Che cos’è invece la sleeve gastrectomy, intervento decisamente più consistente?
«Si tratta di un intervento effettuato con tecnica laparoscopica e volto alla restrizione del volume dello stomaco. Si produce una sua riduzione della capacità attraverso una resezione verticale. In sostanza permane una forma ridotta, di tipo tubolare o “a manica”, da cui prende il nome – “sleeve” – l’intervento. La riduzione indurrà una sensazione di sazietà, il più rapido transito del cibo e la diminuzione dell’ormone che determina la sensazione dell’appetito, la Ghrelina. Calerà così il quantitativo di cibo assunto con conseguente perdita di peso».
– La sleeve gastrectomy è reversibile?
«No».

Il palloncino gastrico

-Rispetto al palloncino gastrico Elipse® che viene posizionato senza endoscopia e anestesia che differenze ci sono?
«Da quando è uscito in Italia nel 2016 il palloncino gastrico Elipse®, la mia casistica ha raggiunto ormai quota 45, la seconda casistica in Italia: presenta ottimi risultati a breve termine che vanno poi consolidati. Di fatto, questo palloncino dura quattro mesi e consente un calo di peso in taluni casi fino a 20 kg. Ovviamente, dopo il trattamento il paziente tende ad assumere meno calorie in quanto si educa a un’alimentazione più ridotta. Nel prosieguo il paziente deve essere per forza seguito con un buon supporto medico nutrizionale nonché con un’ eventuale terapia farmacologica. Di fatto attualmente esistono due farmaci particolarmente utili e soprattutto scevri da effetti collaterali che sono rappresentati dalla liraglutine e dalla associazione Naltrexone-bupropione che ci consentono di gestire al meglio il controllo del peso nei soggetti che hanno avuto un importante calo ponderale. Dal punto di vista tecnico il palloncino determina una riduzione della capacità dello stomaco (il volume è mezzo litro) ottenendo quindi una riduzione del passaggio di cibo e inoltre si osserva anche una distensione costante delle pareti gastriche che inibiscono l’ormone Ghelina dando meno stimolazione dell’appetito».
– Su quali basi si decide di attuare un intervento di chirurgia bariatrica?
«Le valutazioni del chirurgo sono molte: dall’indice di massa corporea, al passato clinico del paziente, alla valutazione dei possibili rischi, alle abitudini alimentari della persona».

Come si misura l’obesità

– Quanta parte della popolazione può essere considerata “obesa”? E su quali basi?
«Attualmente sulla base dei dati dell’Osservatorio nazionale sulla salute, più del 30% della popolazione adulta (35,3%) è in sovrappeso, quasi il 10% è obesa (9,8%) e il 45,1% dei soggetti di età uguale o maggiore di 18 anni presenta un peso eccessivo Il riferimento è l’indice di massa corporea, cioè il Body mass index o Indice di massa corporea: peso/altezza al quadrato. Sopra 25 si è sovrappeso. mentre sopra 30 si parla di obesità».

 

La foto di apertura è di Cocoparisienne/pixabay.com; il grafico sul BMI è tratto da salute.gov.it

Scritto da:

Mario Bottaro

Giornalista, è consulente per la comunicazione di Villa Montallegro