Farmaci GLP-1, tutti i vantaggi (e i rischi di abuso)
Efficacia clinica e profili di sicurezza di una terapia che va oltre il controllo degli zuccheri, riducendo la mortalità cardiovascolare
focus diabete
L’approccio terapeutico alle malattie metaboliche ha subito una profonda trasformazione nell’ultimo decennio. La ricerca scientifica ha permesso di superare il concetto di semplice controllo glicemico, introducendo molecole in grado di agire su più fronti e garantire una protezione d’organo sistemica. Abbiamo approfondito l’argomento con Enrico Torre, direttore della struttura complessa di Diabetologia e Malattie metaboliche dell’Asl 3, specialista che ha scelto la struttura di Montallegro per la sua attività in libera professione.
«I farmaci GLP-1 rappresentano oggi una delle principali categorie di trattamento per il paziente diabetico. Sono comparsi sul mercato circa quindici anni fa, rivoluzionando il nostro approccio alla malattia insieme agli inibitori SGLT2, molecole che favoriscono l’eliminazione del glucosio in eccesso con le urine».
La peculiarità dei GLP-1 risiede nella loro capacità di modulare diverse funzioni fisiologiche, migliorando la risposta metabolica all’introduzione di cibo senza il rischio di ipoglicemie. «Questi farmaci ottimizzano l’uso dell’insulina da parte dell’organismo, favorendone la secrezione in maniera fisiologica soltanto dopo il pasto. Inoltre, agiscono riducendo il senso di fame, inducendo una sazietà centrale e rallentando lo svuotamento gastrico».
Il valore aggiunto di questa classe farmacologica non si limita al metabolismo glucidico. Studi recenti ed evidenze cliniche hanno dimostrato benefici significativi su organi vitali spesso compromessi dalla patologia. «Possiedono potenti effetti antinfiammatori: sono alla base della terapia per la malattia epatica correlata al diabete, riducono l’accumulo di grasso nel fegato e diminuiscono la mortalità cardiovascolare. Rappresentano, di fatto, un pilastro terapeutico per almeno due terzi dei soggetti».
Nonostante la loro efficacia nel favorire il calo ponderale, l’utilizzo di questi farmaci deve rimanere confinato all’ambito clinico per cui sono stati approvati. «Non vanno usati impropriamente per dimagrire: per la perdita di peso restano fondamentali un regime alimentare controllato e l’attività fisica» conclude lo specialista.