L’approccio farmacologico all’obesità ha subito una radicale evoluzione grazie all’introduzione di principi attivi inizialmente sviluppati per la cura del diabete mellito di tipo 2. Protagonisti di questa svolta sono gli analoghi del GLP-1, molecole che replicano l’azione di ormoni naturali capaci di orchestrare la risposta dell’organismo all’assunzione di cibo. Questi farmaci agiscono su un doppio binario: ottimizzano il metabolismo glucidico e modulano i segnali neurologici di sazietà. Samir Sukkar – specialista in gastroenterologia ed endoscopia digestiva e scienza dell’alimentazione a indirizzo nutrizionistico e professore a contratto presso la scuola di specializzazione in scienza dell’alimentazione dell’Università di Genova – ci spiega questa sinergia terapeutica. Lo abbiamo incontrato in Montallegro, struttura scelta come sede per la sua attività libero-professionale.

«Parliamo di farmaci che mimano l’azione del GLP-1, una molecola che si attiva nell’apparato digerente in risposta all’assunzione di alimenti. La sua funzione primaria è stimolare la produzione di insulina: è in questo meccanismo biochimico che risiede il legame originario con la terapia del diabete, ma oggi il loro impiego è diventato centrale per il trattamento dell’obesità. In natura la loro attività dura pochi secondi perché vengono eliminate rapidamente dagli enzimi DPP-4; la bioingegneria ha però permesso di trasformarle in veri e propri farmaci con un’efficacia che si estende fino a una settimana».

L’evoluzione della ricerca ha permesso di spostare il focus dall’aspetto puramente metabolico a quello neurologico, agendo sulle centraline di controllo che regolano il nostro rapporto con il cibo.
«Oltre a favorire l’utilizzo dei carboidrati, queste molecole svolgono attività fondamentali a livello cerebrale, in particolare nell’ipotalamo. Questa zona del cervello è deputata al controllo dei meccanismi omeostatici, dalla temperatura ai ritmi biologici, ma soprattutto alla gestione della fame e della sazietà. Il farmaco interviene determinando un controllo dell’appetito che si verifica subito dopo il pasto. Il contributo terapeutico è enorme, anche grazie all’arrivo di nuove soluzioni che agiranno con un triplice agonismo su GLP-1, GIP e glucagone».