Il professor Cesare Stabilini, specialista in Chirurgia Generale, associato all’Università di Genova, dirigente medico al Policlinico San Martino (nel Dipartimento di Chirurgia diretto da Franco De Cian), con studio in Montallegro, è uno dei protagonisti dell’EHS Virtual 2020, il congresso virtuale della European Hernia Society. Al congresso hanno dato la propria adesione oltre mille e cinquecento specialisti mondiali.

– Professore, in vista del congresso, sulla prestigiosa rivista Hernia è stato pubblicato un importante documento a sua firma…

«Si tratta delle linee guida internazionali della European Hernia Society sulla gestione dei pazienti affetti da difetti della parete addominale nell’era COVID-19. Abbiano redatto questo documento in collaborazione con i migliori esperti europei di settore».

– Quale è lo scopo di questo paper di interesse internazionale?

«Il Documento ha la finalità di fornire, sia in elezione sia in urgenza, lineeguida da seguire nella gestione dei pazienti chirurgici in periodo di pandemia COVID-19».

– Quando parla di difetti della parete addominale a che cosa si riferisce?

«I difetti della parete addominale sono dovuti a problemi, cedevolezze o “fori”, dei muscoli che circondano la cavità addominale. Gli interventi sui principali difetti di questo tipo, ernie primitive e laparoceli, rappresentano per frequenza la prima patologia operata in Italia e nel mondo, determinano un peggioramento della qualità di vita dei pazienti, un rischio per le possibili gravi complicazioni e un costo economico rilevante per la sanità».

– Quale è la differenza tra ernia addominale e laparoceli?

«L’ernia della parete addominale è una protrusione – cioè lo sporgere – degli organi addominali attraverso un’apertura o un indebolimento della parete addominale. Invece il laparocele è un tipo di ernia che insorge in genere a livello delle cicatrici derivanti dagli interventi di chirurgia addominale a cielo aperto».

Lei è segretario per la ricerca della European Hernia Society. Di che tipo di associazione si tratta?

«La EHS raggruppa tutti gli esperti di questo tipo di chirurgia del Vecchio Continente ed è il più importante organo scientifico sulla chirurgia erniaria internazionale. Il meeting annuale della EHS che si svolge in questi giorni, avrebbe dovuto tenersi a Barcellona, ma a causa del lockdown si svolge solo in modalità online in diretta streaming».

– Lei presenterà le linee guida durante la cerimonia di apertura. Un ruolo di grande prestigio…

«È un riconoscimento non solo per me, ma per la scuola genovese. Svolgo da anni la mia attività in questo campo nella tradizione del professor Ezio Gianetta. Attualmente il nostro lavoro si attua nell’Unità operativa di Chirurgia Generale a indirizzo funzionale diretta dal professor Marco Frascio. Qui, secondo le tecniche più all’avanguardia e protocolli internazionali consolidati, vengono trattati i difetti di parete primitivi e complessi (plurioperati, giganti, dopo demolizione oncologica, con tecnica sia open sia laparoscopica) e svolti trial clinici di settore».

Scritto da:

Mario Bottaro

Giornalista, è consulente per la comunicazione di Villa Montallegro