Chirurgia della pelvi: successo a Genova per il secondo corso nazionale AIP
L'evento ha riunito negli spazi Montallegro di TSV giovani medici ed esperti internazionali per fare il punto sulla gestione dei traumi del bacino
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Si è tenuto a Genova, il 20 e 21 marzo, il secondo corso nazionale promosso dall’Associazione Italiana Pelvi (AIP), dedicato ai principi di trattamento delle fratture della pelvi e dell’acetabolo. L’evento formativo è stato ospitato negli spazi Montallegro di Torre San Vincenzo (TSV). Sotto la guida dei presidenti Federico Santolini – direttore dell’unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia d’urgenza dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino – e Marco Stella – direttore della struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’E.O. Ospedali Galliera – il congresso ha richiamato professionisti da tutta Italia.
L’iniziativa nasce per rispondere alle esigenze dei chirurghi interessati alla complessa gestione dei pazienti con fratture di bacino, puntando a consolidare le basi necessarie per affrontare questa delicata branca della chirurgia. Il programma ha offerto un percorso organico che ha spaziato dalla valutazione clinico-diagnostica fino alle diverse opzioni di cura e riabilitazione. Oltre alle lezioni teoriche, i partecipanti hanno frequentato sessioni pratiche e discusso casi clinici insieme ai maggiori esperti del settore. Il corpo docenti ha coinvolto importanti professionisti italiani, affiancati da una faculty internazionale d’eccezione.
A tracciare un bilancio ampiamente positivo delle due giornate è Federico Santolini: «È stato un successo, forse ancor più dello scorso anno perché eravamo meglio rodati. I docenti si sono integrati perfettamente con i nuovi ospiti stranieri. C’è stata grande soddisfazione sia da parte della faculty, sia degli allievi, in prevalenza giovani medici in formazione, tutti estremamente interessati. Il nostro obiettivo era fornire ai giovani chirurghi gli strumenti necessari per affrontare con sicurezza la complessità delle fratture di bacino».
La chirurgia della pelvi e dell’acetabolo richiede grande dedizione e competenze tecniche eccellenti. «In Italia non sono moltissimi i chirurghi che scelgono questa strada, trattandosi di una specialità complessa – conclude il presidente del congresso –. Attrarre nuove leve risulta quindi fondamentale. Corsi come questo rappresentano un’occasione unica per offrire un percorso formativo completo, dalla diagnosi al trattamento, con sessioni interattive e preziosi momenti di confronto».