Autunno, tempo di castagne. Un alimento che ha una lunghissima tradizione. Ne parliamo con il dottor Luca Spigno (nella foto), vicedirettore sanitario di Villa Montallegro e specialista in Scienza dell’Alimentazione.

– Dottore: è l’epoca delle castagne. Che cosa ne pensa l’esperto in Scienza dell’Alimentazione?

«Per i territori montani la castagna ha avuto storicamente lo stesso valore del granoturco per le pianure, tanto che il castagno è stato definito “albero del pane”. Generazioni intere hanno utilizzato questo frutto “regalato” dalla natura per alimentarsi. In particolare la farina ricavata dalla sua polpa è stata utilizzata per fare il pane e molti altri piatti. Attualmente la cucina usa questo frutto per moltissime preparazioni, dall’antipasto al dolce».

– C’è differenza tra le castagne tradizionali e il marrone?

«Si tratta di due specie differenti, utilizzate anche per preparazioni diverse. I marroni, per esempio, sono maggiormente utilizzati per diventare frutta candita, cioè marron glacée. La pianta di marrone produce un numero più basso di frutti e i frutti sono di dimensioni maggiori e di forma più squadrata».

– La tradizione vuole che la castagna sia un rimedio terapeutico…

«La tradizione popolare sì, la medicina attuale è molto meno ottimista. Secoli or sono le si attribuivano capacità di curare varie malattie, dalla gotta all’emicrania, al fegato, allo stomaco, alla febbre terzana e molti altri disturbi. Certamente questo frutto ha valore energetico e la sua ricchezza di potassio oggi può essere considerata un buon adiuvante per gli sportivi in quanto contribuisce a diminuire l’affaticamento muscolare».

– Quali sono i valori nutrizionali di questo frutto?

«La castagna fresca contiene quasi il 50% di acqua e regala circa 200 kcal ogni 100 grammi. Secondo i dati del CREA, Centro per ricerca alimenti e nutrizione, contiene il 7% di proteine, il 9% di lipidi, l’84% di carboidrati. La fibra vale il 7-8%, mentre il contenuto di grassi è molto basso e sono pari a zero quelli di glutine e di colesterolo. Inoltre contiene un’alta percentuale di potassio, e altri sali minerali come magnesio, calcio, ferro, zolfo e fosforo, acido folico e alcune altre vitamine idrosolubili».

-Consigli per l’uso?

«Cotte, le castagne sono ben digeribili. Per l’alto contenuto di amido hanno tendenza a sviluppare processi fermentativi a livello intestinale (aerofagia e meteorismo) e per questo vanno assunte con moderazione dai pazienti affetti da colon irritabile e tendenza al gonfiore addominale. L’alto contenuto di zuccheri richiede prudenza anche nelle persone con diabete e affetti da obesità. Da evidenziare l’elevato contenuto di vitamina K, che ne controindica il consumo nei pazienti che fanno uso di anticoagulanti orali (dicumarolici). Per contro hanno anche proprietà benefiche, ad esempio l’alto contenuto di fibre che favorisce il transito intestinale e aiuta a combattere la stipsi e la totale assenza di colesterolo. Grazie all’elevato contenuto di sali minerali (soprattutto potassio) e vitamine, sono un ottimo alimento per lo sportivo».

 

La foto di copertina è di paxabay.com

Scritto da:

Mario Bottaro

Giornalista, è consulente per la comunicazione di Villa Montallegro