La sicurezza delle cure, la responsabilità professionale, la gestione del rischio clinico e la sostenibilità economica del sistema sanitario sono stati i cardini del convegno “Governare il cambiamento in sanità. Dieci anni dopo la Gelli-Bianco“, che si è svolto nella mattinata di ieri, 14 ottobre, negli spazi Montallegro di Torre San Vincenzo.

L’incontro, promosso da Confindustria Liguria, con il patrocinio morale dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata (AIOP) e la partecipazione di Marsh – gruppo multinazionale leader nell’intermediazione assicurativa e nella consulenza sui rischi – ha riunito istituzioni, vertici aziendali, clinici, giuristi ed esperti assicurativi per fare il punto a quasi un decennio dalla riforma.

I lavori, moderati dal giornalista Andrea Ruggieri e trasmessi in diretta streaming (qui il link per rivedere la registrazione), si sono aperti con i saluti istituzionali di Federico Patrone per Confindustria Liguria e di Maria Caterina Chiesa, direttrice della sede di Genova di Marsh.


«Governare il cambiamento oggi non è una scelta, ma un obbligo. Questi dieci anni di legge Gelli-Bianco ci hanno insegnato che la sicurezza è un dovere: processi e procedure sulla carta non bastano, ma vanno monitorati con costanza e collegati a un’attività concreta per dare riscontro a pazienti informati ed esigenti. La gestione del rischio clinico richiede un’azione complementare tra direttori, coordinatori e primari, così da creare una solida catena di comunicazione che abbia come priorità la tutela della persona» ha affermato Maria Caterina Chiesa.

Il bilancio di Federico Gelli e l’aggiornamento della norma

Ad aprire gli interventi tecnici è stato Federico Gelli, promotore della legge 24 del 2017, oggi direttore generale dell’IRCCS Azienda ospedaliera universitaria Meyer di Firenze e presidente onorario della Fondazione Italia in salute ETS.

«Non bisogna mai perdere l’occasione di innovare, cambiare i modelli organizzativi e attuare riforme che adeguino i sistemi sanitari alle novità del contesto sociale e politico. La sanità e il diritto alla salute sono capisaldi fondamentali: dobbiamo attrezzarci, pur a fronte di risorse scarse, per offrire un servizio migliore ai cittadini. A dieci anni dall’approvazione della legge che porta il mio nome, la commissione sanità della Camera ha introdotto alcune modifiche migliorative al testo: un percorso che condivido, utile ad attualizzare la norma rispetto ai mutamenti dell’ultimo decennio» ha ribadito Gelli.

Sicurezza delle cure, demografia ligure e autoassicurazione

La prima tavola rotonda, “Sicurezza delle cure e responsabilità professionale: bilanci e nodi aperti a dieci anni dalla riforma“, ha visto dialogare Paolo Bordon, direttore generale dell’area salute e servizi sociali della Regione Liguria, il professor Alessandro Bonsignore, ordinario di medicina legale all’Università di Genova, e Maria Concetta Trovato, responsabile del settore sanitario di Marsh Risk.

Sul fronte della programmazione territoriale, Paolo Bordon ha illustrato come la demografia ligure anticipi le dinamiche nazionali: «Il cambiamento si governa confrontando le migliori pratiche italiane e internazionali. Con una presenza di anziani e malati cronici più alta della media italiana, la Liguria è un laboratorio di ciò che accadrà altrove tra dieci anni. Questo scenario richiede una doppia riorganizzazione: da un lato garantire la prossimità dei servizi, raggiungendo a domicilio gli anziani che vivono in famiglie mononucleari nelle aree interne; dall’altro concentrare le più alte specialità medico-chirurgiche negli ospedali di riferimento. Fondamentale è anche l’apporto delle nuove tecnologie, come il teleconsulto per far dialogare gli specialisti sul territorio con i colleghi dei grandi ospedali, e le televisite per avvicinare l’assistenza al cittadino e contenere le liste d’attesa».

Alessandro Bonsignore si è soffermato sul tema dell’autoassicurazione, scelta operata – come altre regioni – dalla Liguria: «Regione Liguria aveva optato nel 2011 per un modello di autoassicurazione regionale; la legge Gelli-Bianco è appunto del 2017. Alla luce dei nuovi decreti attuativi, viviamo una fase in cui la gestione del contenzioso vale un impegno di spesa pubblica di circa 30 milioni di euro e quasi il doppio per il nuovo fondo sinistri. Negli ultimi 15 anni il sistema ligure ha dimostrato di reggere, senza richiedere il ritorno a un sistema assicurativo tradizionale neppure per i sinistri sopra soglia. Occorre però aggiornare il modello alle evoluzioni normative e giurisprudenziali, uniformando l’approccio al contenzioso e facendo dialogare il mondo proattivo del rischio clinico con quello reattivo medico-legale: le risorse pubbliche risparmiate possono così essere reinvestite nelle cure».

Rischio sanitario e sostenibilità

La seconda tavola rotonda, “Rischio sanitario, sostenibilità e coperture: quali soluzioni per il sistema?“, ha messo a confronto esperti di rischio clinico, legali, consulenti medici legali interni delle strutture e mercato assicurativo su sostenibilità, quantificazione del fondo rischi e soluzioni di mitigazione. Al dibattito hanno preso parte l’avvocato amministrativista Luigi Cocchi, l’avvocato civilista Giovanni Cristoffanini, Andrea Dellavedova, responsabile dell’area analisi dei dati di Marsh Risk Consulting, Francesco Venneri, direttore del Centro gestione rischio clinico della Regione Toscana e, per la direzione sanitaria di Montallegro, Luca Vallega. Gli interventi hanno ampliato la riflessione sulle sfide che coinvolgono il sistema sanitario, dalla prevenzione e gestione dei rischi alla sostenibilità delle strutture, fino alla necessità di individuare strumenti e modelli organizzativi capaci di coniugare sicurezza delle cure, responsabilità professionale e adeguate coperture assicurative.

A chiudere i lavori, la sintesi di Francesco Berti Riboli, ad di Montallegro, che ha ribadito il valore di momenti di confronto integrati e multidisciplinari tra sanità pubblica, ospedalità privata, università, mondo forense e comparto assicurativo per accompagnare con consapevolezza e concretezza l’evoluzione del sistema sanitario, illustrando in sintesi gli impegni attuali e le prospettive future di una realtà piccola ma articolata come Montallegro e rinviando a un calendario 2027 di appuntamenti dedicati alla declinazione dei molteplici spunti emersi durante la trattazione della mattinata.