Prosegue la nostra rubrica nata dalla collaborazione con Stelle nello Sport, il progetto ideato da Michele Corti che dal 2000 valorizza le eccellenze sportive della Liguria. Una realtà di cui Montallegro è partner storico condividendo la missione racchiusa nel claim #piugustoperlavita: promuovere il valore educativo e sociale dello sport, con un’attenzione particolare alla prevenzione e all’educazione ai corretti stili di vita tra le giovani generazioni. In questa undicesima puntata “entriamo nella gabbia” del lancio del martello.

Tommaso Mondello appartiene alla prestigiosa scuola di martellisti forgiati dalla famiglia Superina, dal padre Valter al figlio Mattia, nel segno della crescita continua dei talenti: un vivaio che ha visto sbocciare campioni della caratura di Silvia Salis fino a Davide Costa. Con un primato personale di 59,62 metri – ottenuto lanciando l’attrezzo da 6 chili – e numerosi ottimi piazzamenti in campo nazionale, Tommaso è una delle promesse più solide del panorama ligure.

La gestione degli infortuni

«La prevenzione è molto importante. L’infortunio più grave che ho subìto, proprio questo inverno, è stata una microfrattura al peduncolo di una vertebra, che mi ha tenuto fermo per un mese. Al rientro, mi sono focalizzato esclusivamente sulla tecnica, senza lanciare il martello. Da poco ho ripreso a pieno ritmo e riesco a godermi la gioia di allenarmi a fondo. Per scongiurare questi stop la mobilità è cruciale, perché non solo previene i traumi, ma massimizza la potenza: solo con la massima elasticità si esprime infatti la massima forza, altrimenti si resta limitati. Inoltre, non bisogna voler strafare in poco tempo, bensì essere costanti e puntare a un progresso lineare».

L’alimentazione

«Per noi lanciatori è un fattore centrale, in particolare per chi, come me, ha una statura non elevata e deve compensare. La nutrizione è fondamentale per i muscoli e per costruire una struttura fisica adeguata. Al momento seguo un percorso finalizzato all’aumento della massa corporea, perché ho bisogno di contrappeso per scagliare il martello. Assumo una maggiore quantità di cibo, evitando gli alimenti poco sani e bilanciando in modo rigoroso l’apporto di proteine e carboidrati, fin dalla colazione».

L’allenamento mentale

«Lavoriamo molto sulla simulazione agonistica: ci alleniamo chiudendo la gabbia e pensando di lanciare proprio come in una competizione ufficiale, per predisporre la mente alla gara. Non ho un mental coach al mio fianco, al momento non ne avverto la necessità».

La settimana tipo

«Il programma varia in base alla stagione. Alterniamo sempre un giorno in palestra e un giorno sul campo: nei mesi invernali privilegiamo il potenziamento fisico, mentre in primavera e in estate dedichiamo più spazio ai lanci».