Prosegue la nostra rubrica nata dalla collaborazione con Stelle nello Sport, il progetto ideato da Michele Corti che dal 2000 valorizza le eccellenze sportive della Liguria. Una realtà di cui Montallegro è partner storico condividendo la missione racchiusa nel claim #piugustoperlavita: promuovere il valore educativo e sociale dello sport, con un’attenzione particolare alla prevenzione e all’educazione ai corretti stili di vita tra le giovani generazioni. In questa nona puntata entriamo nella leggenda del nuoto paralimpico con Francesco Bocciardo, quattro volte medaglia d’oro alle Paralimpiadi.

Dopo l’esordio a Londra nel 2012, appena diciottenne, ecco l’oro a Rio de Janeiro nel 2016, la doppietta a Tokyo nel 2020 e l’ultimo acuto a Parigi nel 2024. Un poker di successi, inframmezzato da titoli mondiali ed europei. Francesco Bocciardo, portacolori di Nuotatori Genovesi e Fiamme Oro, continua a scrivere pagine di storia: è il primo atleta nella storia del movimento paralimpico italiano ad aver vinto una medaglia d’oro per tre edizioni consecutive dei Giochi.

La gestione degli infortuni

«L’infortunio più grave che ho subìto è stato il conflitto sub-acromiale alla spalla nel 2012. Questo problema mi ha obbligato a restare fermo due mesi senza potermi allenare; poi, in extremis, sono riuscito a qualificarmi per le Paralimpiadi. È stato un periodo molto duro da affrontare e superare».

L’alimentazione

«Oggi per vincere non basta allenarsi bene, serve un regime nutrizionale corretto e adeguato. Seguo una dieta precisa: cerco di mangiare in modo equilibrato, consumando almeno cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura, limitando i dolci e preferendo le proteine di origine vegetale, con l’obiettivo di non eccedere mai in nulla».

L’allenamento mentale

«L’allenamento psicologico è fondamentale. Avere un professionista che ti segue è decisivo per fare in modo che lo stress, da punto di debolezza, diventi un punto di forza. Svolgo almeno un incontro a settimana con il mio mental coach, perché la mente va allenata con la stessa dedizione del corpo».

La settimana tipo

«La giornata inizia alle 5:30 con la sveglia. L’allenamento in acqua è fissato alle 6:30 oppure a mezzogiorno, con carichi di lavoro importanti, dai 14 ai 35 chilometri, a cui si aggiungono le sedute in palestra».