Diabete e alimentazione: le regole per chi non usa insulina
Come personalizzare il regime alimentare senza rinunciare ai nutrienti essenziali per l'organismo
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La gestione del diabete non insulino-dipendente passa dalle scelte fatte a tavola. Un’alimentazione bilanciata rappresenta una terapia vera e propria per mantenere sotto controllo i valori della glicemia ed evitare complicanze a lungo termine. A fare chiarezza su questo tema è Luca Spigno, specialista in chirurgia generale e scienza dell’alimentazione.
«Il regime alimentare ottimale dipende dalla costituzione corporea del paziente. Esiste il diabetico magro e quello in sovrappeso. È intuitivo che quest’ultimo debba prestare estrema attenzione e curare con precisione il calo ponderale, un fattore essenziale per favorire il miglioramento della sua glicemia».
Per chi ha un indice di massa corporea nella norma, le restrizioni sono minori, sebbene rimanga un principio di base valido per tutti. «Il diabetico non insulino-dipendente e non in sovrappeso non deve seguire una dieta particolare. Una regola ferrea in tutti i casi è però quella di non eccedere con i carboidrati. In particolare bisogna limitare gli zuccheri semplici, ma fare molta attenzione anche agli zuccheri complessi».
Per facilitare la gestione quotidiana dei pasti, lo specialista propone un metodo pratico e facile da memorizzare. «Suggerisco sempre di applicare la “regola del 50“: 50 grammi di carboidrati, che siano pane, pasta, riso o altro, per ogni pasto. Assumere 50 grammi di carboidrati tre volte al giorno garantisce al paziente la certezza di non superare la quota di zuccheri responsabile dell’aumento della glicemia».