Il diabete non rappresenta soltanto una disfunzione metabolica, ma agisce come un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di patologie infettive. L’iperglicemia, infatti, compromette la capacità di risposta dell’organismo agli attacchi esterni, creando un ambiente favorevole alla proliferazione dei patogeni. A spiegare i meccanismi di questa correlazione è il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive dell’IRCCS Policlinico San Martino di Genova, che ha scelto la struttura di Montallegro per la sua attività in libera professione.

«Il diabete è una malattia che penalizza il sistema immunitario. Il motivo è semplice: i globuli bianchi di un paziente diabetico – che possiamo definire come i poliziotti del sangue – funzionano in maniera meno performante». Oltre all’efficienza ridotta delle difese naturali, esiste un secondo fattore critico legato alla presenza eccessiva di glucosio nell’organismo. «Lo zucchero è un grande nutrimento per i batteri. Allora è evidente che chi ha il diabete può sviluppare più facilmente alcune infezioni, siano esse batteriche, virali o fungine».

Questa fragilità sistemica si manifesta clinicamente in diverse aree del corpo, trasformando patologie comuni in rischi concreti per la salute del paziente. «Pensiamo alle infezioni che colpiscono la pelle, come il piede diabetico, ma anche a una maggiore probabilità e frequenza di infezioni urinarie o addominali, fino alle polmoniti». La strategia difensiva, conclude Bassetti, deve quindi agire su due fronti: «Bisogna fare grande attenzione a tenere controllata la glicemia e al contempo valutare queste infezioni e curarle con i farmaci più appropriati».