I farmaci antidiabetici ieri e oggi
Le nuove molecole offrono una protezione sistemica che va oltre il semplice controllo degli zuccheri
focus diabete
La medicina metabolica ha ridefinito i confini del trattamento per il diabete. L’attenzione clinica si è spostata dal mero controllo biochimico del glucosio a una visione sistemica dell’organismo: l’obiettivo primario, oggi, è la salvaguardia complessiva della salute e la prevenzione mirata delle complicanze. A spiegarlo è Enrico Torre, direttore della struttura complessa di Diabetologia e Malattie metaboliche dell’Asl 3, che ha scelto la struttura di Montallegro per la sua attività di libera professione. Con questo intervento inauguriamo il nuovo focus sul diabete: nelle prossime settimane, dedicheremo ampio spazio a questa patologia.
«Negli ultimi anni, è cambiato completamente il modo di inquadrare, ma soprattutto di curare la malattia diabetica – spiega Torre -. I farmaci antidiabetici di ieri, che qualche paziente purtroppo usa ancora, agivano sulla secrezione insulinica perché abbiamo pensato per anni che il diabete fosse un problema di pancreas e di insulina».
Oggi l’approccio terapeutico è radicalmente diverso e punta alla protezione degli organi vitali. «Il diabete è una malattia cardiovascolare – conclude lo specialista – e i farmaci antidiabetici che usiamo oggi sono tutti finalizzati a ridurre il rischio cardiovascolare dei nostri pazienti. Così facendo, siamo in grado anche di ridurre le componenti infiammatorie che – nel medio e lungo termine – aumentano la probabilità di sviluppare patologie oncologiche».