Il benessere della persona – focus centrale del progetto “Obiettivo estate” – passa necessariamente anche dalla salute cardiovascolare e dalla corretta gestione dei fattori di rischio.
Tra le condizioni cliniche più complesse e diffuse vi è la sindrome metabolica, una situazione che coinvolge diversi parametri fisiologici e che richiede un’attenzione particolare per evitare complicanze severe a carico di cuore e cervello. Ne abbiamo parlato con Gian Paolo Bezante, dirigente medico della Clinica di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino e consulente del servizio di Cardiologia di Montallegro.

«La sindrome metabolica configura un quadro clinico complesso che eleva significativamente il rischio cardiovascolare, traducendosi in una maggiore incidenza di malattie coronariche, ischemie cardiache e ictus. Si tratta, sostanzialmente, dell’espressione sistemica di uno stato di obesità che si manifesta con un accumulo di adipe – prevalentemente viscerale – associato a una condizione di iperinsulinemia e insulinoresistenza» spiega lo specialista.

Fondamentale, in questo contesto, è la capacità di riconoscere tempestivamente i segnali attraverso esami di routine. «Il percorso diagnostico si basa sull’osservazione di precisi indicatori di rischio: l’aumento del peso corporeo e dei valori pressori, l’alterazione della glicemia e dei trigliceridi, oppure la riduzione della quota di colesterolo “buono”, l’High-density cholesterol» conclude Bezante.