La diagnosi dei disturbi gastrici si avvale di strumenti sempre più “tollerabili” per il paziente. Uno di questi è il gastroscopio transnasale, apparecchio di ultima generazione di cui Montallegro si è dotata di recente. Ne parliamo con Manuele Furnari, specialista in gastroenterologia, che abbiamo incontrato in Montallegro, struttura scelta per la sua attività in libera professione.

«La gastroscopia transnasale prevede l’utilizzo di uno strumento miniaturizzato che attraversa una narice per raggiungere prima il cavo orale e poi lo stomaco, limitando in maniera significativa il senso di soffocamento. Il paziente percepisce l’esame come molto meno invasivo; questo rappresenta un grande vantaggio quando la procedura venga eseguita da svegli, senza alcuna sedazione».

La scelta della via d’accesso dipende da specifiche condizioni mediche che rendono impraticabile il percorso classico.
«Sotto il profilo tecnico, non offre un reale vantaggio diagnostico rispetto alla gastroscopia eseguita con strumenti tradizionali per valutare la malattia da reflusso gastroesofageo. Per il calibro dello strumento, assume maggior efficacia nei pazienti che presentano difficoltà all’esecuzione della procedura: parliamo di restringimenti dell’esofago, tumori della laringe o dell’esofago stesso, scenari dove occorre passare con uno strumento più piccolo. È inoltre indicata per la popolazione pediatrica o per le persone che non possono sottoporsi a sedazione. In tutti questi casi, la via transnasale permette di superare ogni ostacolo».