Spesso confuse tra loro nel linguaggio comune, diverticolosi e diverticolite rappresentano due quadri clinici ben distinti. La prima è una condizione fisiologica legata all’età, mentre la seconda è una vera e propria infiammazione. Ne parliamo con Manuele Furnari, specialista in gastroenterologia, che abbiamo incontrato in Montallegro, struttura che ospita la sua attività professionale.
«La diverticolosi è una condizione fisiologica legata all’invecchiamento del nostro intestino. In questo scenario, l’organo sviluppa delle estroflessioni – che possiamo immaginare come delle piccole tasche – lungo il suo decorso. Questo fenomeno si verifica in particolare nella porzione sinistra, dove si trova il sigma. Di per sé non si tratta di una malattia e, nella gran parte dei casi, non genera alcun sintomo. Non è prevista pertanto alcuna terapia medica, se non semplici accorgimenti nello stile di vita: adottare una dieta mediterranea ricca di fibre e mantenere una corretta regolarità intestinale».
Il quadro clinico cambia in modo radicale quando queste formazioni vanno incontro a un processo infiammatorio.
«Alcune persone possono sviluppare un’infiammazione di questi diverticoli. La diverticolite si manifesta con un dolore continuo e localizzato in un punto preciso, che può associarsi a febbre, indici di infiammazione elevati e dolorabilità alla palpazione. Se non curati, questi episodi possono evolvere verso complicanze severe, tra cui la più temuta è la peritonite».