Nodulo tiroideo: il percorso diagnostico corretto
L'iter clinico da seguire quando si scopre una formazione tiroidea e il ruolo chiave dell'indagine citologica
focus tiroide
Scoprire un nodulo alla tiroide è un evento piuttosto comune che – pur trattandosi spesso di una condizione benigna – richiede comunque la giusta attenzione.
Per delineare il corretto iter diagnostico, abbiamo approfondito il tema con Francesca Cecoli, endocrinologa che ha scelto Montallegro per svolgere la sua attività di libera professione.
«Il nodulo tiroideo è un reperto di frequente riscontro nella popolazione generale, con una netta prevalenza nel sesso femminile. Spesso emerge in modo casuale, nel corso di accertamenti eseguiti per altre ragioni cliniche. Una volta individuato, è fondamentale avviare un percorso diagnostico mirato: si parte dalla visita clinica specialistica e dal dosaggio degli ormoni per controllarne la funzionalità. In casi selezionati è opportuno integrare con la ricerca di autoanticorpi specifici; l’esame cardine è sempre l’ecografia, fondamentale per analizzare forma e dimensioni della formazione».
Nell’iter diagnostico, è fondamentale distinguere le lesioni da approfondire rispetto a quelle che richiedono solo un monitoraggio nel tempo.
«Non tutti i noduli richiedono l’esecuzione dell’agoaspirato, anzi: questa procedura è indicata solo in una piccola percentuale di casi. In ogni caso si tratta di un esame rapido, minimamente invasivo, capace però di fornire risposte decisive sulla natura della lesione» conclude la specialista.