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Per fare chiarezza su classificazione, rischi e cure, ci affidiamo all&#8217;esperienza di <a href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/specialisti\/giovanni-cassola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><b>Giovanni Cassola<\/b><\/a>, specialista in malattie infettive e in malattie dell\u2019apparato digerente, gi\u00e0 direttore della struttura complessa di Malattie infettive dell\u2019E.O. Ospedali Galliera. Lo abbiamo incontrato in <b>Montallegro<\/b>, sede che ha scelto per la sua attivit\u00e0 in libera professione.<\/p>\n<p>\u00abLe epatiti virali sono un&#8217;entit\u00e0 clinica articolata di affezioni che attaccano il nostro fegato. Le maggiori seguono l&#8217;ordine alfabetico e sono catalogate come A, B, C, D (o delta) ed E. Sono quelle a oggi pi\u00f9 studiate, anche se ne esistono altre in fase di indagine\u00bb.<\/p>\n<p>Una prima distinzione di base riguarda le vie di trasmissione.<br \/>\n\u00abI virus <b>A <\/b>ed <b>E<\/b> &#8211; quest\u2019ultima variante di recente scoperta, ancora poco diffusa in Italia ma con maggiore incidenza nei Paesi dell&#8217;Est &#8211; si contraggono in prevalenza per via <b>oro-fecale<\/b>, ossia con l\u2019alimentazione.\u00a0Tuttavia, durante la fase acuta di viremia, possono essere trasmessi anche per via parenterale\u00bb.<\/p>\n<p>Le classiche epatiti a <b>trasmissione parenterale<\/b>\u00a0&#8211; legate al contatto con sangue infetto o ad altri fluidi corporei &#8211; sono invece la <b>B<\/b>, la <b>C<\/b> e la <b>D<\/b>. Nel passato, prima dell&#8217;introduzione dei controlli sistematici, le forme B e C rappresentavano le tipiche epatiti post-trasfusionali, patologie assai gravi provocate dall&#8217;uso di sangue a scopo medico. La variante D, in particolare, \u00e8 definita &#8220;difettiva&#8221;, poich\u00e9 pu\u00f2 sopravvivere nell&#8217;organismo solo appoggiandosi al virus B.<\/p>\n<p>\u00abPrima dell&#8217;avvento dei farmaci moderni, le varianti B e C presentavano tassi altissimi di cronicizzazione, che nel caso dell&#8217;epatite C toccavano l\u201980% dei casi, portando nel tempo a cirrosi o a patologie tumorali epatiche\u00bb.<\/p>\n<p>Oggi lo scenario \u00e8 cambiato in modo radicale.<br \/>\n\u00abIl fatto di disporre di una terapia per queste due forme, un tempo letali per il nostro sistema immunitario e per il corpo, rappresenta un grandissimo successo. Negli ultimi anni, per l&#8217;epatite C sono stati introdotti farmaci orali capaci di <strong>portare a guarigione fino al 98% dei casi<\/strong>, con un ciclo di cure di appena due o tre mesi. In passato avevamo a disposizione solo l&#8217;interferone, un farmaco valido ma gravato da effetti collaterali importanti e con un tasso di successo che non superava il 60% in un anno di somministrazione\u00bb.<\/p>\n<p>Anche per l&#8217;epatite B i progressi sono stati decisivi. Sebbene i virus a DNA tendano a integrarsi nel patrimonio genetico del paziente rimanendo latenti, i farmaci attuali riescono ad azzerare l&#8217;attivit\u00e0 virale. \u00abNella maggior parte dei casi si tratta di terapie da assumere in modo continuativo, ma sono in grado di spegnere l&#8217;infezione e prevenire i danni al fegato, garantendo un&#8217;ottima qualit\u00e0 di vita\u00bb\u00a0\u00a0conclude lo specialista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le affezioni virali a carico del fegato rappresentano un ambito clinico complesso che, nel corso degli ultimi anni, ha vissuto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":8817,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1196],"tags":[1206],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8816"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8816"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8816\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8818,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8816\/revisions\/8818"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8817"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8816"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8816"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8816"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}