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Nel volume &#8220;<em>La storia complessa e curiosa di come \u00e8 arrivato il robot da Vinci a Bologna<\/em>&#8221; (Bologna University Press, 2026), il professore emerito di Urologia presso l\u2019Universit\u00e0 di Bologna<strong>\u00a0Giuseppe Martorana<\/strong>\u00a0&#8211; esperto di Urologia Oncologica, legato a\u00a0<strong>Montallegro<\/strong>\u00a0da una collaborazione ultradecennale &#8211; offre una ricostruzione documentale che si trasforma in un vero manifesto metodologico.<\/p>\n<p>L&#8217;opera ripercorre le vicende dell&#8217;acquisizione del robot chirurgico &#8220;da Vinci&#8221; a Bologna. Un iter culminato a fine 2014 con una scelta strategica: il noleggio del sistema, per garantire aggiornamenti continui e massima sicurezza, che ha portato al primo intervento nel gennaio 2015.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Prof. Martorana, nel saggio descrive un percorso articolato. Perch\u00e9 ha voluto raccontarlo in un libro?<br \/>\n<\/strong>\u00abIl valore di questo percorso risiede nell&#8217;approccio etico, che di fatto ha costruito un metodo virtuoso. Nei primi anni 2000, la robotica gener\u00f2 una rincorsa all&#8217;acquisto condizionata dalla sua capacit\u00e0 attrattiva. Le aziende sanitarie resistevano per via degli alti costi e perch\u00e9 la letteratura non provava ancora la netta superiorit\u00e0 del robot sulla laparoscopia. Non opponemmo pregiudizi, ma avviammo una stagione di studi, spinti anche dalla necessit\u00e0 di arginare la &#8220;mobilit\u00e0 passiva&#8221; dei pazienti verso altre regioni, poich\u00e9 i malati si dimostrano spesso pi\u00f9 veloci della letteratura scientifica nel cercare le cure percepite come migliori. Dimostrammo che l&#8217;innovazione richiede programmazione istituzionale, studi di fattibilit\u00e0 e verifica oggettiva. Questo ha trasformato una scelta tecnologica in un modello di governo clinico\u00bb.<\/p>\n<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8760 alignleft\" src=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/libromart-1-211x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/libromart-1-211x300.jpg 211w, https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/06\/libromart-1.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/>&#8211; Come definiste i vantaggi reali del robot rispetto alla laparoscopia?<br \/>\n<\/strong>\u00abLa svolta \u00e8 arrivata dai dati. I nostri studi hanno evidenziato che la robotica supera i limiti della laparoscopia grazie a tre fattori: l&#8217;ingrandimento dell&#8217;immagine fino a venticinque volte, la visione tridimensionale e la straordinaria stabilit\u00e0 del movimento. Il braccio bionico annulla il naturale tremore umano e vanta una rotazione del polso superiore a quella del chirurgo, garantendo precisione millimetrica. Dal punto di vista clinico, questo si \u00e8 tradotto in margini oncologici migliori e in un recupero significativamente pi\u00f9 rapido della continenza urinaria e della potenza sessuale, riducendo drasticamente le complicanze\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Oggi la robotica \u00e8 consolidata. Qual \u00e8 il rapporto tra lo strumento e la centralit\u00e0 del medico?<br \/>\n<\/strong>\u00abIl professionista rimane insostituibile. La definizione che preferisco \u00e8 &#8220;braccio bionico e mente umana&#8221;. Il robot non sostituisce l&#8217;intelligenza o la sensibilit\u00e0 clinica, ne amplifica le capacit\u00e0 esecutive. Oggi assistiamo al tentativo di estendere la robotica a specialit\u00e0 che potrebbero operare con metodiche tradizionali. Il termine evoca fascino, ma il medico ha il dovere etico di governare la tecnologia senza farsi dominare, applicandola solo dove vi sia un reale beneficio per il paziente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sono i risvolti didattici di questa tecnologia per i giovani chirurghi?<br \/>\n<\/strong>\u00abLa curva di apprendimento \u00e8 rapida, ma esige un percorso rigoroso. In passato si imparava quasi solo osservando; a Bologna abbiamo invece istituito un Master universitario dedicato, basato su un addestramento modulare. Si parte dai simulatori e dai modelli inanimati, per poi passare all&#8217;affiancamento con un tutor. Per la laparoscopia servono circa quaranta procedimenti; con il robot, l&#8217;immediatezza visiva e la fluidit\u00e0 dei comandi permettono ai giovani di acquisire manualit\u00e0 gi\u00e0 all&#8217;ottavo intervento. L&#8217;interfaccia risulta quasi naturale, facilitando l&#8217;estensione della metodica ad altre branche chirurgiche in una vera scuola interdisciplinare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Questa visione come si inserisce in Montallegro?<br \/>\n<\/strong>\u00abLa vera qualit\u00e0 si misura sul livello medio delle prestazioni. Se l&#8217;eccellenza non si ferma al primario ma si estende a tutti i collaboratori, la struttura \u00e8 solida. Uno dei miei allievi pi\u00f9 brillanti, il professore associato Marco Borghesi, cresciuto in questo percorso di rigore, opera oggi a Genova ed \u00e8 integrato in Montallegro. La sua presenza testimonia come i princ\u00ecpi del nostro modello &#8211; precisione del gesto, onest\u00e0 etica e studio costante &#8211; vivano nelle strutture che investono sul talento delle nuove generazioni\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo dell&#8217;innovazione in sanit\u00e0 richiede equilibrio tra l&#8217;entusiasmo per il progresso e il rigore scientifico. 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