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Lo strumento principe per questa valutazione \u00e8 l\u2019<strong>agoaspirato<\/strong>, procedura che permette l&#8217;analisi citologica del nodulo.<br \/>\nNe parliamo con <a href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/specialisti\/paola-baccini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Paola Baccini<\/strong><\/a>, gi\u00e0 direttore della struttura complessa di Anatomia e Istologia Patologica della Asl 4 Tigullio e oggi responsabile del <strong>Laboratorio Analisi di Montallegro<\/strong>, in particolare dell\u2019Anatomia patologica.<\/p>\n<h3>Quando e come si esegue l&#8217;agoaspirato<\/h3>\n<p>Non tutti i noduli richiedono un approfondimento citologico. \u00abLa valutazione iniziale \u00e8 clinica ed ecografica. Si procede con l&#8217;agoaspirato solo laddove necessario. Le caratteristiche strumentali che orientano verso questa procedura sono l&#8217;ecogenicit\u00e0, la vascolarizzazione, la presenza di microcalcificazioni, la morfologia dei margini e le dimensioni. Tendenzialmente si evita di analizzare noduli con diametro inferiore al centimetro\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;esecuzione tecnica \u00e8 rapida e ben tollerata. \u00ab\u00c8 una procedura semplice, sicura e mininvasiva, che consente di ottenere informazioni diagnostiche con un tasso molto basso di effetti collaterali. L&#8217;approccio avviene utilizzando (sotto <strong>ecoguida<\/strong>) un ago molto sottile.<br \/>\nIl materiale prelevato viene strisciato su vetrino e colorato per definire la categoria diagnostica\u00bb.<\/p>\n<h3>La classificazione dei risultati<\/h3>\n<p>Il cuore del <strong>referto citologico<\/strong> \u00e8 la<strong> classificazione del rischio<\/strong> che permette a endocrinologi e chirurghi di parlare una lingua comune. \u00abNel referto evidenziamo le caratteristiche citomorfologiche della lesione e proponiamo una categoria diagnostica basata su una classificazione standardizzata. Questo sistema serve a definire se sia necessario un intervento chirurgico o se il nodulo possa essere solo monitorato nel tempo\u00bb.<\/p>\n<p>Attualmente la classificazione di riferimento \u00e8 quella italiana SIAPEC-IAP del 2014, che suddivide le diagnosi in cinque classi:<br \/>\n&#8211; <strong>TIR 1<\/strong>: Materiale inadeguato (TIR 1) o cistico (TIR 1C)<br \/>\n&#8211; <strong>TIR 2<\/strong>: Nodulo benigno (la categoria pi\u00f9 frequente e rassicurante)<br \/>\n&#8211; <strong>TIR 3<\/strong>: Lesione indeterminata. Si suddivide in TIR 3A (basso rischio) e TIR 3B (alto rischio)<br \/>\n&#8211; <strong>TIR 4<\/strong>: Nodulo sospetto<br \/>\n&#8211; <strong>TIR 5<\/strong>: Nodulo maligno<\/p>\n<h3>Il ruolo della biologia molecolare<\/h3>\n<p>Le zone grigie della diagnosi possono oggi beneficiare di approfondimenti senza nuove manovre invasive. \u00abLe categorie pi\u00f9 complesse sono la TIR 3 e TIR 4, poich\u00e9 necessitano di ulteriore valutazione per l&#8217;eventuale indicazione chirurgica. In aiuto pu\u00f2 venire la biologia molecolare, effettuata direttamente sul vetrino gi\u00e0 utilizzato per la diagnosi citologica. Questo ci permette di cercare eventuali mutazioni geniche, in particolare di BRAF e RAS, utili a indirizzare lo specialista verso il miglior iter terapeutico\u00bb conclude la dottoressa Baccini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il riscontro di un nodulo tiroideo \u00e8 un evento clinico piuttosto frequente, spesso accidentale durante indagini eseguite per altri motivi, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":8293,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1186],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8441"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8441"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8441\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8442,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8441\/revisions\/8442"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8293"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.montallegro.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}