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L&#8217;attenzione si sposta oggi dalla massimizzazione delle cure alla personalizzazione del trattamento.<br \/>\nNe parliamo con <a href=\"https:\/\/www.montallegro.it\/specialisti\/michele-minuto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Michele Minuto<\/strong><\/a> &#8211; professore associato di Chirurgia generale presso il Dipartimento di scienze chirurgiche (DISC) dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Genova &#8211; che ha scelto <strong>Montallegro<\/strong> per la sua attivit\u00e0 in libera professione.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali novit\u00e0 introducono le linee guida 2025 nel trattamento del carcinoma tiroideo?<\/strong><br \/>\n\u00abL&#8217;aggiornamento dei protocolli si \u00e8 reso necessario poich\u00e9 negli ultimi anni assistiamo a un aumento dell&#8217;incidenza delle diagnosi.<br \/>\nQuesto incremento non riflette necessariamente un aumento dell\u2019aggressivit\u00e0 biologica della malattia, ma \u00e8 piuttosto legato alla maggior diffusione e fruibilit\u00e0 delle metodiche diagnostiche, in particolare l&#8217;ecografia. Oggi riusciamo a individuare noduli nel 50% della popolazione cinquantenne, intercettando formazioni sospette che conducono all&#8217;ago aspirato e, conseguentemente, alla diagnosi di tumore in stadi molto precoci. In ogni caso \u00e8 fondamentale considerare il rischio clinico reale: la <strong>sopravvivenza a cinque anni per questa neoplasia \u00e8 del 98,5%<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Confermata la diagnosi, qual \u00e8 l&#8217;iter terapeutico?<\/strong><br \/>\n\u00abIn virt\u00f9 dell&#8217;ottima prognosi, non siamo obbligati a trattare in maniera aggressiva tutti i pazienti. Esiste l&#8217;opzione della <strong>sorveglianza attiva<\/strong>: alcuni carcinomi possono essere semplicemente monitorati nel tempo.<br \/>\nQuesta strategia deve essere tuttavia attuata esclusivamente in centri di riferimento e gestita da un team multidisciplinare composto dal chirurgo endocrino, dall\u2019endocrinologo, dal medico nucleare e dall\u2019anatomopatologo.<br \/>\nUn livello superiore di intervento \u00e8 rappresentato dalla<strong> termoablazione<\/strong>, metodica riservata a casistiche selezionate. Si tratta di una procedura che utilizza radiofrequenze, micro-onde o laser per distruggere il nodulo con l\u2019impiego di alte temperature\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quale approccio definisce invece lo standard chirurgico attuale?<\/strong><br \/>\n\u00abLa chirurgia rimane il trattamento di riferimento, ma offre diverse opzioni mirate a preservare la qualit\u00e0 della vita. L&#8217;approccio meno invasivo \u00e8 la<strong> lobectomia tiroidea<\/strong>, ovvero l&#8217;asportazione limitata all\u2019emitiroide interessata dal tumore. Questa scelta comporta vantaggi clinici rilevanti: conservando met\u00e0 ghiandola, il paziente potrebbe non necessitare della terapia sostitutiva con levotiroxina a vita. Inoltre, si espone a rischio un solo nervo ricorrente (deputato alla mobilit\u00e0 delle corde vocali) e il decorso post-operatorio risulta estremamente rapido\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; In quali casi, invece, la tiroidectomia totale resta imprescindibile?<\/strong><br \/>\n\u00abLa <strong>tiroidectomia totale<\/strong> rappresenta l&#8217;intervento tradizionale e comporta l&#8217;asportazione dell&#8217;intera ghiandola. \u00c8 una procedura con un impatto diverso sulla vita del paziente &#8211; che sar\u00e0 vincolato all&#8217;assunzione di farmaci sostitutivi per sempre &#8211; e presenta una morbilit\u00e0 post-operatoria lievemente maggiore. Tuttavia, in casi specifici in cui il tumore manifesta caratteristiche aggressive, il chirurgo esperto deve saper riconoscere il rischio oncologico e intervenire radicalmente. In queste situazioni si procede con la tiroidectomia totale, l&#8217;eventuale asportazione dei linfonodi del collo e, successivamente, una terapia radiometabolica mirata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Alla luce di ci\u00f2, lo screening preventivo di massa \u00e8 consigliabile?<\/strong><br \/>\n\u00abAssolutamente no. Lo screening per il nodulo tiroideo \u00e8 controindicato dalle stesse linee guida internazionali. L&#8217;esperienza della Corea del Sud, dove fu introdotto uno screening di massa vent&#8217;anni fa, ha dimostrato che questa pratica porta a trattare un numero di casi sproporzionato rispetto al necessario, senza apportare benefici in termini di mortalit\u00e0. In Italia, dove l&#8217;incidenza dei noduli \u00e8 endemica sopra i 50 anni, non \u00e8 indicato cercare la malattia in assenza di sintomi specifici o familiarit\u00e0.<br \/>\nLa <strong>prevenzione primaria<\/strong> passa piuttosto attraverso l&#8217;uso costante del <strong>sale iodato<\/strong> che permetter\u00e0 di ridurre drasticamente la formazione dei noduli nelle future generazioni\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La gestione clinica del carcinoma della tiroide sta vivendo una fase di importante cambiamento. 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